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Iva e “sale e sale back”: stop della Cassazione alla detrazione
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Iva e “sale e sale back”: stop della Cassazione alla detrazione

L’accordo che prevede la vendita di un bene e la sua contestuale retrocessione, in capo al primo cedente, ad un prezzo maggiorato – meglio noto con il termine di “sale and sale back” – non dà luogo ad alcuna operazione effettiva che abbia ad oggetto il trasferimento della proprietà, con la conseguenza per cui l’imposta addebitata nelle fatture di vendita e/o di rivendita non può essere portata in detrazione dal destinatario, in ragione della natura simulata dell’alienazione. Il principio è contenuto nell’ordinanza n. 19702/2022 della Corte di Cassazione, in sintonia con le indicazioni provenienti dalla giurisprudenza unionale in tema di “sale and lease back”.

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Irap e deduzione dei premi Inail: meglio il rimborso?
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Irap e deduzione dei premi Inail: meglio il rimborso?

Le modifiche apportate al testo dell’articolo 11 del D. Lgs. 446/97 – da parte del D.L. 73/2022, come risultante al termine della conversione in legge – inducono a riflettere sull’opportunità di continuare ad esercitare, in sede di compilazione del Modello Irap 2022, la deduzione dalla base imponibile Irap calcolata con il metodo cosiddetto “retributivo” dei premi Inail pagati dal Comune con riferimento al personale dipendente assunto a tempo indeterminato, considerata la possibilità di fare ricorso allo strumento del rimborso nel rispetto dell’ampio termine stabilito dall’articolo 38 del D.P.R. 602/73.

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Iva al 5% sul costo totale del gas
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Iva al 5% sul costo totale del gas

L’agevolazione temporanea concessa dal legislatore nel campo della fornitura di gas metano per combustione per usi civili ed industriali – nel cui ambito ricade anche l’impiego nell’attività ricettiva di assistenza agli anziani ed indigenti – riguarda non solo la somministrazione del prodotto, senza alcun limite quantitativo, ma anche le altre voci della bolletta energetica, come i servizi accessori o la quota fissa della tariffa, i quali non devono pertanto essere assoggettati a tassazione in misura ordinaria, come invece affermato, in un primo momento, dall’Agenzia delle entrate nella risposta n. 368/2022. La revisione del parere è contenuta nella risoluzione n. 47/E del 6 settembre scorso ed interessa, ovviamente, anche i Comuni.

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La concessione immobiliare e le opere a “scomputo”
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La concessione immobiliare e le opere a “scomputo”

La riduzione del canone d’uso di un immobile riconosciuta a fronte dell’impegno, da parte dell’utilizzatore, ad eseguire sul bene determinate opere o lavori che, al termine del contratto di locazione o concessione, sono destinati a restare acquisiti al patrimonio del proprietario deve essere oggetto di fatturazione in quanto gli accordi, se assunti in simili termini, realizzano, nella loro sostanza, un’operazione avente carattere permutativo ai fini Iva, ai sensi dell’articolo 11 del D.P.R. 633/72. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle entrate, attraverso la risposta n. 424/2022, ed analizza una fattispecie molto diffusa nel mondo comunale.

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Ripristino dei siti inquinati: determinante il progetto approvato
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Ripristino dei siti inquinati: determinante il progetto approvato

Le attività obbligatorie e/o prodromiche rispetto alle opere di bonifica di un’area inquinata possono beneficiare dell’aliquota ridotta la 10% indicata dai numeri da 127-quinquies) a 127-septies) della Tabella A, parte III allegata al D.P.R. 633/72, ma solo a condizione che le stesse possano considerarsi previste nell’ambito di un progetto approvato dalle competenti autorità amministrative, secondo le indicazioni fornite dal Ministero dell’Ambiente. E’ questa l’enunciazione di principio – peraltro non nuova – ricavabile dalla lettura della risposta n. 445/2022.

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Registri Iva “validi” anche senza stampa o conservazione elettronica
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Registri Iva “validi” anche senza stampa o conservazione elettronica

La conversione del decreto semplificazioni ha apportato una novità assolutamente gradita per tutti i contribuenti, rappresentata dalla sostanziale eliminazione, a certe condizioni, dell’obbligo di conservazione sostitutiva dei registri contabili tenuti con sistemi elettronici – con conseguente venir meno anche della necessità di procedere, in via alternativa, alla loro stampa su supporto cartaceo entro il termine di tre mesi dalla data di scadenza per la trasmissione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta interessato – in tal modo superando quanto invece recentemente richiesto, in via interpretativa, dall’Agenzia delle entrate.

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