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RTI e refezione: servizi secondari ad Iva piena
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RTI e refezione: servizi secondari ad Iva piena

L’affidamento del servizio comunale di ristorazione scolastica ad un raggruppamento temporaneo di imprese di tipo verticale, con previsione di attività secondarie quali la disinfestazione e la derattizzazione, nonché la riparazione e la piccola manutenzione, non può essere gestito, in ambito Iva, assoggettando tutti i servizi appaltati all’aliquota agevolata del 4%, propria della prestazione principale di fornitura dei pasti agli alunni, in quanto mancano i presupposti per l’applicazione dell’articolo 12 del D.P.R. 633/72. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle entrate, attraverso la risposta n. 520/2022.

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Il danno per ritardata assunzione “paga” l’Irap
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Il danno per ritardata assunzione “paga” l’Irap

La somma riconosciuta dal tribunale amministrativo a favore di un dipendente comunale, a titolo di risarcimento del danno da ritardata assunzione in servizio, rientra regolarmente, all’atto del relativo pagamento, nella base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive calcolata con il sistema retributivo, a nulla rilevando il fatto che l’importo in questione risulti essere calcolato con riferimento a un periodo in cui lo stesso percettore non aveva prestato attività lavorativa presso l’ente di appartenenza. Il chiarimento proviene dell’Agenzia delle entrate – attraverso la risposta n. 509/2022.

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Fatture e note per gli acconti
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Fatture e note per gli acconti

Le somme corrisposte a titolo di acconto sul prezzo di una cessione o prestazione devono essere assoggettate ad imposizione in base alle regole Iva stabilite per l’operazione cui fanno riferimento e l’eventuale nota di variazione in diminuzione, nel caso in cui le condizioni contrattuali prevedano conguagli a consuntivo, può essere emessa anche oltre l’anno dalla data della fattura che deve essere corretta, in quanto non si è in presenza di un errore, ma dell’esecuzione degli accordi originari conclusi tra le parti. L’indicazione proviene dall’Agenzia delle entrate, attraverso la risposta n. 488/2022.

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Spettacoli gratuiti senza detrazione
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Spettacoli gratuiti senza detrazione

L’Iva gravante sui costi sostenuti da un ente non commerciale per l’organizzazione di spettacoli gratuiti non può essere portata in detrazione in virtù del divieto posto dal secondo comma dell’articolo 19, anche nel caso in cui lo stesso soggetto ottenga “finanziamenti” sotto forma di ingressi a pagamento ovvero di contributi pubblici o per sponsorizzazioni, dal momento che tali entrate non si pongono in rapporto di sinallagmaticità rispetto alle prestazioni realizzate. Ad affermare questo principio, apparentemente incontestabile, è la Corte di Cassazione attraverso la sentenza n. 28876/2021. In realtà la pronuncia non appare del tutto lineare e richiede comunque un approfondimento.

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Iva e “sale e sale back”: stop della Cassazione alla detrazione
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Iva e “sale e sale back”: stop della Cassazione alla detrazione

L’accordo che prevede la vendita di un bene e la sua contestuale retrocessione, in capo al primo cedente, ad un prezzo maggiorato – meglio noto con il termine di “sale and sale back” – non dà luogo ad alcuna operazione effettiva che abbia ad oggetto il trasferimento della proprietà, con la conseguenza per cui l’imposta addebitata nelle fatture di vendita e/o di rivendita non può essere portata in detrazione dal destinatario, in ragione della natura simulata dell’alienazione. Il principio è contenuto nell’ordinanza n. 19702/2022 della Corte di Cassazione, in sintonia con le indicazioni provenienti dalla giurisprudenza unionale in tema di “sale and lease back”.

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Irap e deduzione dei premi Inail: meglio il rimborso?
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Irap e deduzione dei premi Inail: meglio il rimborso?

Le modifiche apportate al testo dell’articolo 11 del D. Lgs. 446/97 – da parte del D.L. 73/2022, come risultante al termine della conversione in legge – inducono a riflettere sull’opportunità di continuare ad esercitare, in sede di compilazione del Modello Irap 2022, la deduzione dalla base imponibile Irap calcolata con il metodo cosiddetto “retributivo” dei premi Inail pagati dal Comune con riferimento al personale dipendente assunto a tempo indeterminato, considerata la possibilità di fare ricorso allo strumento del rimborso nel rispetto dell’ampio termine stabilito dall’articolo 38 del D.P.R. 602/73.

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