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Ivaentilocali è un sito internet fondato nell’ormai lontano 2000 interamente dedicato allo studio ed all’applicazione pratica dell’Iva nel mondo degli Enti Locali. Con oltre 1.500 articoli pubblicati in questo solo specifico ambito, Ivaentilocali rappresenta un mezzo unico di informazione ed aggiornamento per i responsabili della gestione del tributo. Qualunque sia il problema per un Ente Locale, su Ivaentilocali esiste la soluzione.
Appalti e reverse: inversione anche con cooperazione
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Appalti e reverse: inversione anche con cooperazione

Le prestazioni rese in forza di un cosiddetto “contratto continuativo di cooperazione” – il quale, come noto, è uno strumento che consente di far eseguire a terzi alcuni lavori commissionati all’appaltatore, senza dover rispettare i limiti e le condizioni previsti dal codice degli appalti pubblici per il subappalto – possono rientrare nell’obbligo dell’inversione contabile ex articolo 17, sesto comma, lettera a), anche se le conseguenze in capo alla stazione appaltante sono limitate e sono riconducibili, al lato pratico, alla sola ipotesi di pagamento diretto al subappaltatore prevista dall’articolo 105 di detto codice. In simili casi, infatti, l’ente ha tutto l’interesse – più che un dovere, in senso strettamente giuridico del termine – a valutare la correttezza della fattura emessa dal primo al secondo dei sopraddetti soggetti, in quanto il regolare addebito dell’imposta, piuttosto che l’indicazione dell’inversione contabile, influisce sull’entità del credito da regolare finanziariamente e, quindi, potrebbe essere motivo di discussione, se non la stessa origine di successive liti con le parti in gioco per eccesso o difetto di pagamento.

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I Comuni ed i “documenti commerciali”
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I Comuni ed i “documenti commerciali”

La gestione diretta di una farmacia è l’unica attività comunale alla quale prestare attenzione rispetto all’obbligo stabilito dall’articolo 2 del D.Lgs. 127/2015, vale a dire alla norma che impone il rilascio al cliente di un cosiddetto “documento commerciale” – il quale, come noto, ha sostituito sia la ricevuta che lo scontrino fiscale – non sussistendo, invero, altre circostanze nelle quali un ente territoriale debba attualmente attestare, con simili modalità, l’effettuazione di operazioni rilevanti ai fini Iva.

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Fattura PA: sanzionabile lo scarto indebito
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Fattura PA: sanzionabile lo scarto indebito

La fattura PA emessa in scissione dal fornitore, ma scartata dal Comune sul presupposto di un presunto erroneo addebito dell’imposta – in luogo dell’applicazione del regime di non imponibilità, di esenzione o di altra disposizione a carattere speciale o derogatorio – deve considerarsi trasmessa per via elettronica, ex primo comma dell’articolo 21 del D.P.R. 633/72, nonché anche ricevuta, a fronte del rilascio della notifica di consegna, esponendo quindi l’ente al rischio di essere sanzionato per mancata effettuazione dello split payment, ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs. 471/97. La conclusione è ricavata dalla risposta n. 107/2020 dell’Agenzia delle Entrate.

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L’Iva nei contratti “silenziosi”
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L’Iva nei contratti “silenziosi”

Una situazione abbastanza frequente, nel mondo comunale, è quella della stipula di contratti aventi ad oggetto la locazione o, in genere, la concessione dell’uso di fabbricati a destinazione non abitativa, ovvero la loro cessione, privi di menzione o riferimento alcuno all’eventuale applicazione dell’Iva, con conseguenze – nel caso in cui tali atti riguardino, invece, operazioni rientranti nello svolgimento di un’attività a carattere economico e perciò soggette al versamento del tributo – che possono essere correttamente determinate grazie alla giurisprudenza della Corte di Giustizia.

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Il “decreto liquidità” e l’Iva dei comuni
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Il “decreto liquidità” e l’Iva dei comuni

Il decreto legge 8 aprile 2020, n. 23, meglio noto come “decreto liquidità”, non contiene novità di particolare rilievo che possano riguardare anche la posizione degli enti locali nel settore dell’imposta sul valore aggiunto, dal momento che la circolare 9/E ha sancito l’impossibilità di includere i comuni nel novero dei soggetti in favore dei quali il Governo ha deciso di ampliare la sospensione del versamento di tributi e contributi, nonostante l’apertura verso la categoria degli enti non commerciali, la quale va ad aggiungersi alla conferma dell’obbligo di fatturazione e degli adempimenti connessi e/o collegati, già contenuta nella circolare 8/E. Gli aspetti di interesse riconducibili, seppur indirettamente, al tema dell’emissione della fattura risultano perciò essere solo quelli della mancata esposizione della ritenuta da parte di determinati soggetti e della tempistica di pagamento dell’imposta di bollo sui documenti emessi dal 1° gennaio al 30 giugno, oltre alla remissione in termini per effettuare i pagamenti che erano stati differiti sino a tutto il 20 marzo scorso dal decreto “Cura Italia”.

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Le donazioni “Covid” ai Comuni
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Le donazioni “Covid” ai Comuni

Il trattamento ai fini Iva delle donazioni in natura previste dal secondo comma dell’articolo 66 del decreto “Cura Italia” – che possono essere effettuate anche in favore dei Comuni, purché a sostegno dell’emergenza sanitaria in corso – è quello già stabilito, a regime, dall’articolo 6, comma 15, della legge 13 maggio 1999, n. 133, sebbene limitatamente alle sole erogazioni di beni e di prodotti che rispondono ai requisiti oggettivi e soggettivi indicati in tale provvedimento, nonché alle condizioni ivi enunciate. Il chiarimento è tratto dalla corposa circolare 8/E del 3 aprile scorso e merita attenzione in quanto il settore, se così lo si può definire, delle elargizioni liberali agli enti pubblici ed al mondo del volontariato in generale è contraddistinto da una molteplicità di norme di favore che, nel loro complesso, si riassumono in una sostanziale dicotomia tra l’esclusione dal prelievo ed il regime di esenzione.

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