I comuni e la legge “anti sprechi”

A partire dal 2 marzo scorso – data di entrata in vigore del D.L. 2 marzo 2020 n. 9 – nel novero dei beni che possono essere oggetto di donazione in favore di enti pubblici, con finalità anti spreco per il rilancio della solidarietà sociale, secondo quanto previsto dall’articolo 16 della legge 166/2016 figurano ulteriori prodotti a carattere non alimentare, quali giocattoli, materiali per l’edilizia, elettrodomestici, personal computer, tablet, e-reader ed altri dispositivi per la lettura in formato elettronico.

Attività economiche e pubblica autorità

Il “contributo” versato a titolo di finanziamento di un’attività avente carattere marcatamente pubblicistico – peraltro materialmente organizzata attraverso l’affidamento ad un terzo soggetto, in forza di una delega di funzioni – non assume rilevanza ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per carenza del presupposto soggettivo in capo al percettore, nonostante la natura in realtà onerosa, e perciò sinallagmatica,… Continua a leggere »

Il nuovo quadro VQ ed il pagamento a rate

Superata la prima scadenza “utile” per la presentazione del Modello Iva 2020 – ovvero il 2 marzo scorso, quale termine da rispettare da parte di coloro che hanno deciso di non trasmettere la quarta comunicazione trimestrale relativa al 2019 in maniera autonoma, grazie all’inserimento nella dichiarazione annuale del nuovo ed apposito quadro VP – rimangono ancora poco meno di due mesi per procedere a questo adempimento, con la possibilità, per determinati contribuenti, di adeguarsi alle indicazioni contenute nella risposta n. 81/2020, relativamente al recupero del credito generato da eventuali versamenti di imposta periodica effettuati in maniera non spontanea.

Appalti edili comunali: l’Iva sui “beni finiti”

La categoria dei cosiddetti “beni finiti” – richiamata in varie disposizioni di favore contenute nella Tabella A allegata al D.P.R. 633/72, relativamente ad opere e lavori del settore edilizio attinenti la realizzazione di particolari impianti o edifici, nonché dei corrispondenti interventi di restauro, ristrutturazione e riqualificazione – non è individuabile in base ad un’elencazione tassativa, ma presuppone una valutazione caso per caso, sulla base dell’attitudine del bene acquistato a mantenere la propria individualità anche successivamente all’impiego nella costruzione o nella fase di recupero. Il principio è stato espresso, o per meglio dire ribadito, nella risposta n. 71/2020, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha anche fornito una lettura favorevole ai contribuenti, con riferimento agli edifici assimilati a quelli “Tupini”.

Senza Iva gli aiuti comunitari

L’erogazione di fondi strutturali e di investimento europei costituisce una misura di aiuto o agevolazione diretta o indiretta per i beneficiari e, quindi, non configura la realizzazione di un’operazione rilevante ai fini dell’Iva, senza che tale condizione di irrilevanza impedisca, di per sé, il diritto alla detrazione sugli acquisti effettuati attraverso l’impiego delle sovvenzioni, a patto però che il destinatario eserciti almeno un’attività economica imponibile e che i beni ed i servizi finanziati siano ad essa inerenti, in tutto o in parte. L’affermazione che precede è la sintesi estrema della risposta n. 17/2020 dell’Agenzia delle Entrate su un tema che, recentemente, è stato oggetto di diverse istanze di interpello rivolte alla Direzione Centrale, ultima delle quali, in ordine di tempo, quella che aveva condotto alla pubblicazione della risposta n. 490/2019.