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Ivaentilocali è un sito internet fondato nell’ormai lontano 2000 interamente dedicato allo studio ed all’applicazione pratica dell’Iva nel mondo degli Enti Locali. Con oltre 1.500 articoli pubblicati in questo solo specifico ambito, Ivaentilocali rappresenta un mezzo unico di informazione ed aggiornamento per i responsabili della gestione del tributo. Qualunque sia il problema per un Ente Locale, su Ivaentilocali esiste la soluzione.
Niente detrazione con irregolarità formali gravi
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Niente detrazione con irregolarità formali gravi

Le irregolarità formali legate alla fatturazione, alla registrazione in contabilità ed alla presentazione della dichiarazione annuale non possono compromettere il diritto alla detrazione dell’Iva, ove siano invece soddisfatti tutti i requisiti sostanziali richiesti per il suo riconoscimento, ma con un limite rappresentato dalla gravità degli inadempimenti compiuti, individuabile nelle ipotesi nelle quali il soggetto passivo omette deliberatamente gli obblighi formali allo scopo di sottrarsi al pagamento dell’imposta. Con questa enunciazione di principio, tratta dalla sentenza n. 9394/2021, la Corte di Cassazione ha di fatto “mediato” l’insegnamento proveniente dalla giurisprudenza unionale.

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Le associazioni tra Comuni e l’Iva
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Le associazioni tra Comuni e l’Iva

I contributi aggiuntivi versati dai Comuni soci di un’associazione volontaria, necessari alla parziale copertura delle maggiori spese connesse allo svolgimento delle ulteriori e specifiche attività richieste all’ente partecipato, rispetto a quelle destinate a tutti gli associati, non possono essere esclusi dall’applicazione dell’Iva in quanto le prestazioni vengono rese nell’ambito di un rapporto di natura sinallagmatica, esistendo un nesso diretto con le somme ricevute, e ciò indipendentemente dal fatto che l’importo pagato possa essere inferiore al costo di produzione del servizio o che lo scopo perseguito sia di interesse pubblico. A chiarire questo concetto è la risposta n. 576/2021.

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Il Comune non regolarizza le fatture senza bollo
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Il Comune non regolarizza le fatture senza bollo

Le speciali disposizioni normative, riguardanti la fattura elettronica, hanno di fatto modificato il secondo periodo dell’articolo 19 del D.P.R. 642/72, inibendo quindi l’ivi prevista procedura di regolarizzazione dei documenti sui quali non sia stata assolta l’imposta di bollo nella misura stabilita dalla legge, la quale si sostanzia nell’obbligo di invio al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate, ai fini dell’assolvimento e della riscossione, e che rimane valida per le analoghe omissioni compiute su ogni altro documento assoggettato a questo tributo. La precisazione è contenuta nella risposta n. 570/2021, resa ad un Ministero, ed appare molto importante nell’ottica di un ente locale in quanto, dal tenore della stessa, non è dato comprendere, almeno con la dovuta certezza, se l’Agenzia abbia individuato solo nell’emanazione del decreto del Ministero delle finanze del 4 dicembre 2020 il motivo per il quale i soggetti indicati nel predetto articolo 19 non devono più trasmettere le fatture elettroniche non in regola.

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Rapporti con San Marino ed e-fattura
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Rapporti con San Marino ed e-fattura

I rapporti di fornitura da e verso operatori residenti nella Repubblica di San Marino – ad oggi disciplinati dal D.M. 24 dicembre 1993, in attuazione dell’articolo 71 del D.P.R. 633/72 – sono ormai prossimi ad essere regolati dal D.M. 21 giugno 2021, con conseguente attrazione dei relativi scambi all’obbligo di adozione della fatturazione elettronica a mezzo sistema di interscambio, sebbene limitatamente alle sole cessioni di beni e comunque solo al termine di un periodo transitorio nel quale sarà ancora possibile emettere il documento in formato cartaceo.

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Riempimento delle cave ad Iva variabile
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Riempimento delle cave ad Iva variabile

La cessione, la stesura e la compattazione dei materiali utilizzati per il recupero ambientale di una ex cava, consistenti in materie prime secondarie prodotte dagli impianti di recupero di rifiuti inerti provenienti dal settore edilizio, non beneficia di alcuna agevolazione ai fini Iva, mentre l’aliquota ridotta potrebbe essere applicata alla precedente fornitura dei beni in reverse charge, qualora gli stessi dovessero invece oggettivamente rientrare nella previsione di cui al n. 127 sexiesdecies della Tabella A – Parte III allegata al D.P.R. 633/72.

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Le somme versate da un organo della pubblica amministrazione ad una società partecipata “in house” agli effetti di un accordo di cooperazione tra soggetti pubblici, volto al solo perseguimento dell'interesse pubblico, disciplinato dall'articolo 15 della legge n. 241 del 1990, devono essere assoggettate ad Iva a titolo di corrispettivo per l’ottenimento di determinati servizi anche se tale importo risulta essere pari o inferiore al relativo costo di produzione. Il concetto, non nuovo, ma comunque molto interessante anche nell’ottica di un Comune - in quanto attiene alla rilevanza, o meno, dell’entità del compenso pattuito ai fini della tassazione dell’operazione remunerata e, quindi, riguarda anche il tema dei cosiddetti “rimborsi spese” - è stato espresso dall’Agenzia delle entrate nella risposta n. 532/2021.
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La cooperazione orizzontale tra PA e l’Iva

Le somme versate da un organo della pubblica amministrazione ad una società partecipata “in house” agli effetti di un accordo di cooperazione tra soggetti pubblici, volto al solo perseguimento dell’interesse pubblico, disciplinato dall’articolo 15 della legge n. 241 del 1990, devono essere assoggettate ad Iva a titolo di corrispettivo per l’ottenimento di determinati servizi anche se tale importo risulta essere pari o inferiore al relativo costo di produzione. Il concetto, non nuovo, ma comunque molto interessante anche nell’ottica di un Comune – in quanto attiene alla rilevanza, o meno, dell’entità del compenso pattuito ai fini della tassazione dell’operazione remunerata e, quindi, riguarda anche il tema dei cosiddetti “rimborsi spese” – è stato espresso dall’Agenzia delle entrate nella risposta n. 532/2021.

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