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Ivaentilocali è un sito internet fondato nell’ormai lontano 2000 interamente dedicato allo studio ed all’applicazione pratica dell’Iva nel mondo degli Enti Locali. Con oltre 1.500 articoli pubblicati in questo solo specifico ambito, Ivaentilocali rappresenta un mezzo unico di informazione ed aggiornamento per i responsabili della gestione del tributo. Qualunque sia il problema per un Ente Locale, su Ivaentilocali esiste la soluzione.
Servizi intraUE e note di variazione
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Servizi intraUE e note di variazione

L’annullamento di contratti di servizio conclusi con soggetti non residenti in Italia – territorialmente rilevanti nel nostro paese agli effetti dell’articolo 7-ter del D.P.R. 633/72 – fa sorgere il diritto, ma non l’obbligo, di rettificare in diminuzione l’operazione originaria documentata da fattura o da autofattura e ciò anche quando il fornitore non provveda, esso stesso, ad emettere la nota di variazione, venendo in tal caso in soccorso la disposizione interna che concede al committente la facoltà di provvedere in prima persona. L’ammissione proviene dall’Agenzia delle entrate, la quale entra nel merito anche delle modalità con le quali procedere in caso di scelta per la fatturazione elettronica, con inoltro al sistema di interscambio del documento che storna l’imponibile della prestazione resa dal non residente.

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La cessione dell’ex scuola materna
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La cessione dell’ex scuola materna

La cessione di un immobile già adibito, da un ente non commerciale, a scuola materna non deve essere assoggettata ad imposta sul valore aggiunto, ma ad imposta di registro, se avviene a distanza di anni dalla cessazione dell’attività didattica, in quanto non può essere considerata né come un atto liquidatorio di un bene strumentale rispetto alla sfera imprenditoriale del cedente, né come un’operazione rientrante nell’esercizio di un’altra e differente attività avente carattere commerciale. Con questa conclusione – contenuta nell’ordinanza n. 13580/2021 – la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla società acquirente il fabbricato avverso l’avviso di liquidazione dell’imposta di registro dovuta sulla vendita immobiliare, disposta da una fondazione in proprio favore.

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Impianti idrici “privati” senza Iva agevolata
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Impianti idrici “privati” senza Iva agevolata

L’installazione di un serbatoio artificiale che permette di migliorare la gestione delle acque destinate all’irrigazione delle piantagioni del territorio comunale non può beneficiare dell’aliquota ridotta al 10% prevista per le opere di urbanizzazione in quanto, pur costituendo un impianto potenzialmente ed oggettivamente rientrante nel concetto di “rete idrica”, non soddisfa la condizione essenziale per ottenere tale qualifica, ossia la destinazione ad uso pubblico per il soddisfacimento di interessi collettivi di primario spessore. E’ questa la conclusione cui è pervenuta la risposta n. 403/2021, con la quale l’Agenzia delle entrate ha espresso un nuovo parere su un tema molto sentito dagli enti locali, nella loro qualità di committenti l’esecuzione di opere e lavori pubblici che, a determinate condizioni possono scontare una tassazione ridotta.

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Split istituzionale: il recupero dell’Iva errata
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Split istituzionale: il recupero dell’Iva errata

L’imposta sul valore aggiunto addebitata in misura superiore a quella corretta, all’interno di una fattura di acquisto istituzionale emessa in regime di scissione dei pagamenti, deve essere richiesta a rimborso ex articolo 30-ter del D.P.R. 633/72 – eventualmente anche da parte dello stesso ente in prima persona, ma in tal caso previo accordo e con la partecipazione del fornitore – se nel frattempo è spirato il termine annuale previsto dall’articolo 26 per la rettifica in diminuzione a mezzo nota di variazione. L’importante chiarimento proviene dall’Agenzia delle entrate, attraverso la risposta n. 424 del 22 giugno 2021, e chiude il cerchio su un tema già affrontato in precedenti occasioni.

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Tariffe e Covid: la copertura del “taglio” paga l’Iva
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Tariffe e Covid: la copertura del “taglio” paga l’Iva

La sovvenzione erogata da un Comune al gestore, in regime tariffario, del servizio di igiene urbana a copertura delle minori entrate provocate dal Covid – segnatamente di quelle determinate dalla riduzione concessa, ad alcune utenze non domestiche, in ragione della diminuzione dei rifiuti prodotti durante il lockdown – non deve essere considerata come il risarcimento di un danno, ma quale integrazione del prezzo della prestazione resa all’utenza e, come tale, è gravata da imposta sul valore aggiunto. La precisazione – di per sé molto importante, in quanto pacificamente estendibile a molti altri casi analoghi, nei quali l’affidatario del servizio non agisce in forza di un contratto di appalto (ergo, non è pagato dall’amministrazione locale, ma ricava la propria remunerazione dai corrispettivi versati dall’utenza) – proviene dall’Agenzia delle entrate ed è contenuta nella risposta n. 401/2021.

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Bonifica dei siti inquinati con agevolazione Iva
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Bonifica dei siti inquinati con agevolazione Iva

Gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza di siti interessati da fenomeni di inquinamento, ivi incluse le attività di natura prodromica, compresi in un piano regionale regolarmente approvato possono beneficiare dell’aliquota Iva ridotta al 10% riconosciuta dal legislatore in favore della realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria, in quanto fattispecie rientrante nella definizione di costruzione di “attrezzature sanitarie”. Il chiarimento sull’ambito dell’agevolazione è contenuto nella risposta dell’Agenzia delle entrate n. 399/2021, nella quale viene sostanzialmente confermato un precedente parere risalente al lontano 2007.

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