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Ivaentilocali è un sito internet fondato nell’ormai lontano 2000 interamente dedicato allo studio ed all’applicazione pratica dell’Iva nel mondo degli Enti Locali. Con oltre 1.500 articoli pubblicati in questo solo specifico ambito, Ivaentilocali rappresenta un mezzo unico di informazione ed aggiornamento per i responsabili della gestione del tributo. Qualunque sia il problema per un Ente Locale, su Ivaentilocali esiste la soluzione.
Gli interinali e le partecipate
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Gli interinali e le partecipate

Il regime Iva applicabile al rimborso degli oneri retributivi e previdenziali – effettuato dal soggetto utilizzatore di prestatori di lavoro temporaneo all’impresa fornitrice degli stessi – può essere esteso nell’ambito di un rapporto di mandato senza rappresentanza stipulato tra lo stesso utilizzatore ed il committente finale, sebbene a condizione che tali contratti di somministrazione risultino riferibili esclusivamente all’attività che rappresenta l’oggetto del mandato, che il primo di questi dovrà porre in essere per conto e nell’interesse del secondo. E’ questa la sintesi del principio di diritto n. 7/2020 con il quale l’Agenzia delle Entrate ha colto l’occasione di un interpello per precisare il funzionamento, ai fini Iva, del mandato senza rappresentanza previsto dalle regole generali del Codice Civile, ossia del contratto in cui, secondo la definizione contenuta all’articolo 1703, una parte (mandatario) si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra (mandante), spendendo tuttavia il proprio nome e, quindi, acquistando in proprio gli obblighi derivanti dai rapporti intrattenuti con i terzi.

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Gli acconti su servizi complessi
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Gli acconti su servizi complessi

La fatturazione di un acconto generico ad aliquota ordinaria a fronte di una convenzione che preveda l’esecuzione di più prestazioni – tra le quali anche l’effettuazione di interventi di bonifica di siti inquinati e la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, di per sé operazioni soggette ad aliquota del 10% – impedisce l’emissione di una nota di variazione in diminuzione per carenza del presupposto dell’erroneità del comportamento tenuto o, comunque, può essere rettificata solo entro il termine annuale previsto dal terzo comma dell’articolo 26 del D.P.R. 633/72. Stante questo penalizzante, ma non del tutto convincente, parere dell’Agenzia delle Entrate – divulgato attraverso la risposta n. 216/2020 – occorre prestare molta attenzione in fase di stesura degli accordi esecutivi di piani e programmi delle opere pubbliche, onde evitare un ingiustificato aggravio fiscale di investimenti altrimenti agevolati dal legislatore tributario.

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Servizi: nessuna irregolarità senza pagamento
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Servizi: nessuna irregolarità senza pagamento

La disciplina Iva interna in tema di servizi stabilisce che gli stessi si considerano effettuati all’atto del pagamento del corrispettivo – se non precedentemente fatturati in via volontaria – ponendo quindi, una presunzione assoluta di corrispondenza tra la data della percezione e quella in cui ha luogo l’esecuzione della prestazione alla quale il corrispettivo si riferisce, di modo che risulta irrilevante, nell’ambito di un contratto di appalto, la circostanza per cui in capo all’appaltatore sia insorto il diritto di credito, in quanto ciò non implica affatto che l’esborso del corrispettivo sia anche concretamente avvenuto.

L’affermazione è tratta dalla sentenza n. 1468/2019 della Corte di Cassazione, la cui chiarezza pone i Comuni committenti di fronte a un vicolo cieco nel caso in cui l’appaltatore non emetta la fattura, magari perché debitore di terzi in grado di aggredirlo e, come tale, privo temporaneamente di interesse a provocare il pagamento delle proprie spettanze.

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Auto elettriche: l’Iva sulle colonnine
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Auto elettriche: l’Iva sulle colonnine

L’installazione di infrastrutture destinate alla ricarica di veicoli alimentati ad energia elettrica può beneficiare dell’applicazione dell’aliquota agevolata al 10% propria delle opere di urbanizzazione primaria -a prescindere dalla relativa localizzazione e dallo status del committente, ossia soggetto passivo piuttosto che privato – ma solo a condizione che sia destinata ad uso pubblico, e quindi soddisfi esigenze ed interessi collettivi di primario spessore, ovvero che sia collegata alla realizzazione di un impianto fotovoltaico. Sono queste le conclusioni essenziali alle quali è possibile pervenire al termine della lettura della risposta n. 218/2020 fornita dall’Agenzia delle Entrate ad una società del settore. L’intervento dell’Amministrazione finanziaria è contraddistinto da un’interpretazione restrittiva dell’articolo 17-sexies), del primo comma della legge 7 agosto 2012, n. 134, relativamente all’ipotesi in cui le apparecchiature risultino essere ad “uso privato”, potendosi peraltro intendere come tale anche il caso di un Comune che proceda, ad esempio, ad un’installazione presso la propria sede per la ricarica dei soli veicoli di servizio e/o di quelli appartenenti ai dipendenti dell’ente.

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I canoni di partenariato e l’Iva
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I canoni di partenariato e l’Iva

Il canone versato da un Comune all’interno di una concessione in project financing – realizzata ai sensi dell’articolo 183 del Codice dei contratti pubblici – avente ad oggetto la gestione e valorizzazione dei beni culturali e delle politiche per il turismo è soggetto ad imposta ad aliquota ordinaria in quanto costituisce il corrispettivo di generiche prestazioni di servizi svolte nell’ambito del contratto, come tali non riconducibili al regime di esenzione di cui al numero 22) dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72. La conclusione è tratta dalla risposta n. 211/2020 fornita dall’Agenzia delle Entrate al Comune di Recanati e risulta penalizzante, nonostante l’interpello appaia molto ben argomentato sul punto dell’agevolazione.

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Obbligo di rettifica se cessa l’attività imponibile
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Obbligo di rettifica se cessa l’attività imponibile

L’imposta detratta al momento dell’acquisto o della costruzione di un immobile utilizzato per realizzare prestazioni sia imponibili che esenti – nella specie un bar interno ad una casa di riposo – deve essere rettificata se, entro il termine decennale di monitoraggio previsto dall’articolo 19 bis 2, viene meno lo svolgimento dell’attività da cui derivava la prima categoria di operazioni, nonostante tale cessazione sia dovuta a ragioni puramente economiche e, per certi versi, indipendenti dalla volontà del soggetto passivo. A stabilire questo principio è stata la Corte UE nella sentenza nella causa C-374/19.

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