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Ivaentilocali è un sito internet fondato nell’ormai lontano 2000 interamente dedicato allo studio ed all’applicazione pratica dell’Iva nel mondo degli Enti Locali. Con oltre 1.500 articoli pubblicati in questo solo specifico ambito, Ivaentilocali rappresenta un mezzo unico di informazione ed aggiornamento per i responsabili della gestione del tributo. Qualunque sia il problema per un Ente Locale, su Ivaentilocali esiste la soluzione.
Split istituzionale: il recupero dell’Iva errata
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Split istituzionale: il recupero dell’Iva errata

L’imposta sul valore aggiunto addebitata in misura superiore a quella corretta, all’interno di una fattura di acquisto istituzionale emessa in regime di scissione dei pagamenti, deve essere richiesta a rimborso ex articolo 30-ter del D.P.R. 633/72 – eventualmente anche da parte dello stesso ente in prima persona, ma in tal caso previo accordo e con la partecipazione del fornitore – se nel frattempo è spirato il termine annuale previsto dall’articolo 26 per la rettifica in diminuzione a mezzo nota di variazione. L’importante chiarimento proviene dall’Agenzia delle entrate, attraverso la risposta n. 424 del 22 giugno 2021, e chiude il cerchio su un tema già affrontato in precedenti occasioni.

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Tariffe e Covid: la copertura del “taglio” paga l’Iva
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Tariffe e Covid: la copertura del “taglio” paga l’Iva

La sovvenzione erogata da un Comune al gestore, in regime tariffario, del servizio di igiene urbana a copertura delle minori entrate provocate dal Covid – segnatamente di quelle determinate dalla riduzione concessa, ad alcune utenze non domestiche, in ragione della diminuzione dei rifiuti prodotti durante il lockdown – non deve essere considerata come il risarcimento di un danno, ma quale integrazione del prezzo della prestazione resa all’utenza e, come tale, è gravata da imposta sul valore aggiunto. La precisazione – di per sé molto importante, in quanto pacificamente estendibile a molti altri casi analoghi, nei quali l’affidatario del servizio non agisce in forza di un contratto di appalto (ergo, non è pagato dall’amministrazione locale, ma ricava la propria remunerazione dai corrispettivi versati dall’utenza) – proviene dall’Agenzia delle entrate ed è contenuta nella risposta n. 401/2021.

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Bonifica dei siti inquinati con agevolazione Iva
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Bonifica dei siti inquinati con agevolazione Iva

Gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza di siti interessati da fenomeni di inquinamento, ivi incluse le attività di natura prodromica, compresi in un piano regionale regolarmente approvato possono beneficiare dell’aliquota Iva ridotta al 10% riconosciuta dal legislatore in favore della realizzazione delle opere di urbanizzazione secondaria, in quanto fattispecie rientrante nella definizione di costruzione di “attrezzature sanitarie”. Il chiarimento sull’ambito dell’agevolazione è contenuto nella risposta dell’Agenzia delle entrate n. 399/2021, nella quale viene sostanzialmente confermato un precedente parere risalente al lontano 2007.

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Gestione RSA: Iva al 5% con la coop sociale
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Gestione RSA: Iva al 5% con la coop sociale

Il corrispettivo versato ad una cooperativa sociale a titolo di affidamento della gestione globale di una RSA comunale – comprensiva, quindi, dell’alloggio e di tutte le altre prestazioni necessarie – deve essere assoggettato ad Iva nella misura del 5% ai sensi della parte II-bis) della Tabella A allegata al D.P.R. 633/72 in quanto le prestazioni effettuate all’interno di tale struttura sono assimilabili a quelle rese in una casa di riposo. Con questa conclusione l’Agenzia delle entrate ha dato ragione all’ente proprietario di una residenza sanitaria ed assistenziale, nell’ambito di una controversia con alcuni degenti convinti, invece, dell’applicazione del regime d’esenzione alle medesime somme pagate, dal Comune stesso, a favore del gestore.

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Gli enti del terzo settore e l’Iva negli appalti comunali
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Gli enti del terzo settore e l’Iva negli appalti comunali

La “sostituzione” della qualifica di Onlus con quella di “enti del terzo settore non commerciali” all’interno delle disposizioni di esenzione previste dall’articolo 10 del D.P.R. 633/72 – tra le quali spicca, per importanza e diffusione in ambito comunale, quella relativa alle prestazioni di natura socio-sanitaria ed assistenziale recata al numero 27-ter – potrebbe causare aggravi di spesa non previsti, nell’ambito delle convenzioni pluriennali già in essere e, soprattutto, dovrà essere gestita con molta attenzione all’interno dei futuri bandi di gara, dal momento che l’aggiudicatario potrebbe essere un ente soggetto, di per sé stesso, ad una fiscalità variabile nel corso della durata del rapporto contrattuale.

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Professionisti deceduti: autofattura via SdI
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Professionisti deceduti: autofattura via SdI

La mancata emissione della fattura da parte degli eredi di un professionista deceduto rappresenta una violazione – decorsi quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione – che deve essere regolarizzata dal committente attraverso l’invio a mezzo del sistema di interscambio di una autofattura che può indicare, senza essere scartata, la partita Iva cessata del prestatore, purché non siano trascorsi più di cinque anni dalla data di chiusura del numero identificativo nell’anagrafe tributaria.

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