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Nessuno stop alla fatturazione

L’emissione della fattura non è considerata un adempimento annoverabile tra quelli attualmente sospesi in base all’articolo 62 del D.L. 18/2020, in quanto tale documento è destinato alla controparte contrattuale e risulta funzionale, oltre che all’esercizio di alcuni diritti fiscalmente riconosciuti a quest’ultima, anche all’assolvimento di obblighi e/o oneri nascenti dal medesimo decreto d’urgenza, quale, ad esempio, l’indicazione – nel campo del tracciato dedicato alla causale – della volontà di non subire la ritenuta d’acconto, che deve essere inserita dai soggetti in possesso dei requisiti legali per avvalersi di tale disapplicazione temporanea. E’ questa una delle precisazioni contenute in una delle risposte che compongono la circolare 8/E diramata il 3 aprile scorso.

Buoni spesa: niente fattura ai Comuni

I Comuni che hanno scelto di erogare il sussidio alle famiglie in difficoltà economica attraverso il convenzionamento di diverse aziende di vendita di generi alimentari – in alternativa all’acquisto diretto, con successiva distribuzione fisica dei beni, o all’utilizzo dei classici voucher, già presenti sul mercato, tipicamente acquistabili presso imprese della grande distribuzione – non devono preoccuparsi di ricevere una fattura, in quanto lo schema giuridico dell’operazione non prevede alcuna compravendita intercorrente tra l’ente ed i commercianti che accettano i documenti, neppure qualora non si ritenesse applicabile, per qualsivoglia ragione, l’articolo 6-quater del D.P.R. 633/72.

I “buoni spesa” comunali

Una delle misure messe in campo dall’Esecutivo, allo scopo di cercare di contrastare le conseguenze finanziarie negative del cosiddetto “lockdown” – che ha riguardato la quasi totalità delle attività economiche, restandone escluse solo quelle considerate come essenziali – è quella che prevede l’intervento diretto, da parte dei Comuni, nell’ambito di piani di sussidio ed assistenza nei confronti delle… Continua a leggere »

Sospensione degli “adempimenti tributari”: l’Iva si ferma?

Tra le incertezze collegate al cosiddetto decreto “Cura Italia” ve n’è una che, ad oggi, non ha ancora trovato soluzione in alcuno dei provvedimenti emanati dall’Agenzia delle Entrate a commento delle relative disposizioni a carattere fiscale, nonostante si tratti di una questione di importanza potenziale, nel complesso, ben superiore a quella di tutte le altre norme del medesimo tipo, considerato che, se venisse risolta attraverso un approccio letterale, potrebbe avere un impatto enorme, almeno sotto il profilo finanziario. Il riferimento è all’articolo 62 del D.L. 18/2020 ed all’ivi prevista sospensione di tutti gli “adempimenti tributari” in scadenza dal 8 marzo al 31 maggio 2020, “diversi dai versamenti”.

Esente l’assistenza sanitaria “a distanza”

Per una strana casualità, data la stretta attinenza del tema trattato con l’attuale difficilissima situazione in corso nel nostro paese, la Corte UE si è espressa favorevolmente in merito alla possibilità di considerare esenti le prestazioni di natura medica fornite per telefono da infermieri e da assistenti sanitari – a condizione che esse perseguano uno scopo terapeutico e possano essere considerate come aventi un livello di qualità equivalente a quello dei servizi forniti da altri prestatori che utilizzano lo stesso mezzo di comunicazione – senza necessità di possedere requisiti di qualificazione professionale supplementari. La pronuncia dei giudici dell’Unione – rappresentata dalla sentenza nella causa C 48/19 – può risultare utile, nell’immediato e nel prossimo futuro, con riferimento alla gestione di strutture che richiedono un presidio costante di natura sanitaria.