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Ivaentilocali è un sito internet fondato nell’ormai lontano 2000 interamente dedicato allo studio ed all’applicazione pratica dell’Iva nel mondo degli Enti Locali. Con oltre 1.500 articoli pubblicati in questo solo specifico ambito, Ivaentilocali rappresenta un mezzo unico di informazione ed aggiornamento per i responsabili della gestione del tributo. Qualunque sia il problema per un Ente Locale, su Ivaentilocali esiste la soluzione.
Riempimento delle cave ad Iva variabile
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Riempimento delle cave ad Iva variabile

La cessione, la stesura e la compattazione dei materiali utilizzati per il recupero ambientale di una ex cava, consistenti in materie prime secondarie prodotte dagli impianti di recupero di rifiuti inerti provenienti dal settore edilizio, non beneficia di alcuna agevolazione ai fini Iva, mentre l’aliquota ridotta potrebbe essere applicata alla precedente fornitura dei beni in reverse charge, qualora gli stessi dovessero invece oggettivamente rientrare nella previsione di cui al n. 127 sexiesdecies della Tabella A – Parte III allegata al D.P.R. 633/72.

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Le somme versate da un organo della pubblica amministrazione ad una società partecipata “in house” agli effetti di un accordo di cooperazione tra soggetti pubblici, volto al solo perseguimento dell'interesse pubblico, disciplinato dall'articolo 15 della legge n. 241 del 1990, devono essere assoggettate ad Iva a titolo di corrispettivo per l’ottenimento di determinati servizi anche se tale importo risulta essere pari o inferiore al relativo costo di produzione. Il concetto, non nuovo, ma comunque molto interessante anche nell’ottica di un Comune - in quanto attiene alla rilevanza, o meno, dell’entità del compenso pattuito ai fini della tassazione dell’operazione remunerata e, quindi, riguarda anche il tema dei cosiddetti “rimborsi spese” - è stato espresso dall’Agenzia delle entrate nella risposta n. 532/2021.
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La cooperazione orizzontale tra PA e l’Iva

Le somme versate da un organo della pubblica amministrazione ad una società partecipata “in house” agli effetti di un accordo di cooperazione tra soggetti pubblici, volto al solo perseguimento dell’interesse pubblico, disciplinato dall’articolo 15 della legge n. 241 del 1990, devono essere assoggettate ad Iva a titolo di corrispettivo per l’ottenimento di determinati servizi anche se tale importo risulta essere pari o inferiore al relativo costo di produzione. Il concetto, non nuovo, ma comunque molto interessante anche nell’ottica di un Comune – in quanto attiene alla rilevanza, o meno, dell’entità del compenso pattuito ai fini della tassazione dell’operazione remunerata e, quindi, riguarda anche il tema dei cosiddetti “rimborsi spese” – è stato espresso dall’Agenzia delle entrate nella risposta n. 532/2021.

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Acquisti istituzionali “esteri” con Iva italiana
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Acquisti istituzionali “esteri” con Iva italiana

L’acquisto di servizi, effettuato da un ente locale, presso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato è sempre territorialmente rilevante in Italia in base alla regola generale stabilita dall’articolo 7-ter del D.P.R. 633/72 e quindi anche nell’ipotesi in cui lo stesso avvenga nell’ambito della sfera cosiddetta “istituzionale”, dal momento che l’esclusione dalla tassazione interna riguarda solo un’ipotesi irrealistica, almeno per un soggetto passivo quale un Comune, ossia in presenza di operazioni realizzate in veste “privata”, con ciò intendendosi a titolo personale o per l’uso dei propri dipendenti. La conclusione è tratta dalla sentenza della Corte UE nella causa C-459/19, la quale permette di confermare, nella sostanza, la summenzionata disposizione interna, nonostante il recepimento sia avvenuto con una formulazione apparentemente più ampia di quella utilizzata dal legislatore europeo.

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Servizi didattici esteri e reverse charge
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Servizi didattici esteri e reverse charge

L’acquisto di servizi a carattere oggettivamente didattico resi da soggetti non residenti, i quali godono del regime di esenzione all’interno del paese di stabilimento del fornitore, deve essere considerato territorialmente rilevante in Italia e qui sottoposto a tassazione in misura ordinaria – a causa della carenza del presupposto previsto dal n 20 del primo comma dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72 – attraverso l’istituto dell’inversione contabile e, quindi, con emissione di autofattura nei termini previsti dalla lettera d) del quarto comma dell’articolo 21 del medesimo decreto. L’indicazione proviene dall’Agenzia delle entrate, nelle forme della consulenza giuridica..

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La risoluzione di diritto e la nota di variazione
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La risoluzione di diritto e la nota di variazione

L’intimazione per iscritto prevista dall’articolo 1454 del Codice Civile, se non seguita dall’adempimento tempestivo, determina non soltanto la risoluzione di diritto del contratto, ma anche la decorrenza del termine per l’emissione facoltativa della nota di variazione in diminuzione, a nulla rilevando l’eventuale accertamento giudiziale o negoziale dell’intervenuta causa di scioglimento del rapporto negoziale. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle Entrate – attraverso la risposta all’interpello n. 544/2021 – e merita particolare attenzione da parte di tutti i soggetti passivi, comuni inclusi, in quanto la situazione esaminata nella specifica circostanza dal fisco può essere certamente assimilata a quella in cui si verifica l’avveramento della condizione dalla quale le parti fanno volontariamente dipendere il venir meno degli effetti del contratto.

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Piattaforme e pagamenti elettronici: Iva come nei voucher
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Piattaforme e pagamenti elettronici: Iva come nei voucher

La ricarica effettuata su una piattaforma elettronica informatica che permette di effettuare acquisti on line di beni e servizi ai quali si applicano aliquote Iva differenti può essere considerata alla stessa stregua di un voucher multiuso, anche se dematerializzato e quindi soggiace alla particolare disciplina prevista dalla direttiva UE 2016/1065 e recepita nell’articolo 6-bis e seguenti del D.P.R. 633/72. Con questa risposta – la n. 523/2021 – l’Agenzia delle entrate ha fornito un’interpretazione sostanzialmente estensiva delle disposizioni che regolano la tassazione dei cosiddetti “buoni-corrispettivo”, con conseguente notevole allargamento della platea potenziale di soggetti interessati al funzionamento di questi strumenti, sempre più utilizzati anche dagli organi della pubblica amministrazione.

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