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Ivaentilocali è un sito internet fondato nell’ormai lontano 2000 interamente dedicato allo studio ed all’applicazione pratica dell’Iva nel mondo degli Enti Locali. Con oltre 1.500 articoli pubblicati in questo solo specifico ambito, Ivaentilocali rappresenta un mezzo unico di informazione ed aggiornamento per i responsabili della gestione del tributo. Qualunque sia il problema per un Ente Locale, su Ivaentilocali esiste la soluzione.
Interventi edilizi: l’inerenza prevale sul titolo
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Interventi edilizi: l’inerenza prevale sul titolo

L’Iva gravante sulle spese sostenute per lavori realizzati da un concessionario di servizi pubblici su alcuni edifici scolastici di proprietà di un Comune può essere portata in detrazione in base alle regole generali stabilite dall’articolo 19 del D.P.R. 633/72, a nulla rilevando il fatto che il soggetto che esegue l’intervento non utilizzi tali immobili, né vanti, su di essi, alcun titolo di detenzione o possesso. Con questa affermazione – tratta dalla risposta n. 199/2021 – l’Agenzia ha allineato il proprio orientamento alle indicazioni ed enunciazioni di principio che sono state a più riprese formulate dalla giurisprudenza di vertice, tanto di quella unionale, quanto di quella domestica. L’argomento affrontato appare particolarmente importante, in quanto attiene al profilo soggettivo del diritto alla deduzione in caso di migliorie apportate su beni di terzi e, come tale, ricorre quindi spesso – sempre restando all’ambito comunale – in presenza di immobili che vengono asserviti, al contempo, alle attività economiche imponibili esercitate, rispettivamente, dall’ente proprietario – a seguito dell’impiego “passivo” rientrante in campo Iva (locazione o concessione) – e dallo stesso utilizzatore.

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Attività “antieconomica”: detrazione salva
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Attività “antieconomica”: detrazione salva

Le caratteristiche essenziali della nozione di “attività commerciale” assunta ai fini tributari sono in parte diverse e meno articolate rispetto a quelle previste in ambito civilistico, da ciò derivando, da un lato, che il perimetro della soggettività passiva Iva di un ente non commerciale finisce per essere ben più ampio rispetto alla definizione di diritto comune di attività imprenditoriale e, dall’altro, che l’esercizio della detrazione non può essere negato facendo semplicemente constare che la complessiva gestione ha luogo in condizioni di antieconomicità. E’ questa la sintesi del pensiero che anima la sentenza n. 75 del 11 gennaio 2021 pronunciata dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia.

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L’Iva per i centri antiviolenza e le case rifugio
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L’Iva per i centri antiviolenza e le case rifugio

Le rette addebitate da un Comune alle donne ospitate all’interno di una casa rifugio non possono beneficiare del regime di esenzione previsto dal numero 27 ter dell’articolo 10 – anche qualora le persone siano vittime di episodi di violenza – ma rientrano nella disposizione enunciata nel precedente numero 21, se ed in quanto sia configurabile una prestazione complessa e globale del servizio di accoglienza, trattandosi della fornitura dell’alloggio a favore di soggetti bisognosi di protezione sociale. Diversamente, ossia in caso di fornitura priva del requisito della “globalità”, l’ente deve procedere ad assoggettare ad Iva le operazioni realizzate in base al regime proprio delle medesime, autonomamente considerate. Le precisazioni provengono dall’Agenzia delle Entrate, nella risposta n. 112/2021.

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Il trasferimento delle costruzioni sui beni demaniali
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Il trasferimento delle costruzioni sui beni demaniali

Il contratto che prevede il subingresso, a titolo oneroso, in una concessione demaniale avente ad oggetto il diritto di occupare un’area marittima, allo scopo di mantenere una costruzione ivi insistente, è assimilabile ad un atto di trasferimento del diritto di superficie e della proprietà superficiaria sul medesimo bene, di cui all’articolo 952 del Codice Civile, con conseguente configurabilità, agli effetti dell’Iva, di una cessione ex articolo 2, primo comma, del D.P.R. 633/72, e non di una prestazione di servizi. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle entrate – ad opera della risposta n. 152/2021 – e affronta un tema giuridico e fiscale particolarmente complesso.

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TPL: niente Iva sui ristori per Covid
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TPL: niente Iva sui ristori per Covid

Il contributo erogato in base al D.L. 19 maggio 2020, n. 34 – a titolo di ristoro dei mancati ricavi realizzati dai soggetti operanti nel settore del trasporto pubblico locale e regionale di passeggeri – non deve essere assoggettato ad Iva in quanto viene riconosciuto sulla base di specifici criteri indicati dal decreto interministeriale n. 340/2020, senza alcuna discrezionalità, e dunque integra il criterio indicato nel paragrafo 1.1, lettera a), della circolare 34/E/2013 per essere considerato una mera movimentazione finanziaria, e non il corrispettivo di una prestazione resa a favore del soggetto erogante. Con questa importante precisazione – contenuta nella risoluzione n. 22/2021 – l’Agenzia delle entrate ha sostanzialmente bissato il parere fornito con riferimento all’analoga misura di sostegno prevista nell’ambito del trasporto scolastico.

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Rimborsi della refezione: il bollo “dipende” dall’Iva
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Rimborsi della refezione: il bollo “dipende” dall’Iva

Le domande di rimborso del corrispettivo del servizio di mensa scolastica, anticipato dagli utenti, ma non usufruito in considerazione della sospensione dell’attività didattica per l’emergenza da COVID-19, devono scontare o meno l’imposta di bollo in base al principio di alternatività tra tale tributo e l’Iva. Il chiarimento è contenuto nella risposta n. 227/2021, la quale – al di là della questione specifica legata all’eventuale pagamento del bollo sull’istanza di parte – potrebbe risultare di interesse anche sul versante Iva. Il riferimento è alla possibilità di emettere una nota di credito in regime di rilevanza ex articolo 26 del D.P.R. 633/72 a fronte delle restituzioni operate agli aventi diritto, nonostante il fatto che l’operazione rettificata in diminuzione non sia stata certificata a mezzo di emissione di fattura o di altri documenti sostituivi aventi rilevanza fiscale.

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