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Sfruttamento beni comunali: Iva anche sul canone ridotto

Sfruttamento beni comunali: Iva anche sul canone ridotto

Il delicato tema della soggettività passiva Iva di un ente locale che, nell’ambito dello sfruttamento di un proprio bene, percepisca canoni di ammontare ridotto dovrebbe essere deciso in base ad un precedente della Corte di Giustizia – rappresentato dalla sentenza nella causa C-263/15 – che appare molto più pertinente rispetto ad altre prese di posizione, assunte dal medesimo organo giudicante, che, sebbene più recenti e relative a prestazioni rese proprio da Comuni, risultano chiaramente influenzate da fattori molto particolari, al limite della patologia dell’abuso del diritto

Ultimi giorni per il ravvedimento “speciale”

Ultimi giorni per il ravvedimento “speciale” 

Il 31 maggio prossimo scade il termine per effettuare il cosiddetto “ravvedimento speciale” delle violazioni sostanziali introdotto dall’articolo 1, commi da 174 a 1783, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, con conseguente possibilità di rimuovere le violazioni sostanziali riguardanti le dichiarazioni validamente presentate relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022 e per i precedenti, seppur con alcune limitazioni che derivano dal coordinamento delle diverse norme che hanno disposto le varie proroghe ed estensioni succedutesi nel corso del 2023 e del 2024. A dirimere gli aspetti che restavano ancora controversi è stata la circolare n. 11/2024, del 15 maggio scorso, la cui esposizione deve essere opportunamente preceduta dalle regole valevoli “a regime”, le quali, è bene precisare, non sono destinate a mutare a seguito dell’attesa revisione del comparto sanzionatorio amministrativo.

La cessione dell’azienda comunale con scomputo dei canoni

La cessione dell’azienda comunale con scomputo dei canoni 

Una particolare tipologia di operazioni che stanno prendendo sempre più campo anche in ambito comunale è quella che vede il titolare di un’azienda – che, nella fattispecie, è l’ente locale, almeno di regola – concederne il godimento a terzi, finalizzato alla successiva alienazione, convenendo la possibilità di imputare una parte dei canoni versati sino ad una determinata data a scomputo del prezzo pattuito per il trasferimento della proprietà del complesso aziendale, a discrezione dell’avente causa. L’impatto fiscale di questo genere di transazioni è tutt’altro che pacifico e lineare, anche perché dipende dal superamento di alcuni ostacoli concettuali preliminari e, non di meno, dalla possibilità di adattare i chiarimenti offerti dall’Agenzia delle entrate attraverso la circolare 4/E del 19 febbraio 2015.

Cessione gratuita di aree senza Iva

Cessione gratuita di aree senza Iva

La cessione gratuita ad un Comune di un lotto edificabile da destinare ad uffici pubblici, in base ad una convenzione stipulata per l’attuazione di un piano particolareggiato, non è da intendersi rilevante ai fini Iva, ai sensi dell’articolo 51 della legge n. 342 del 2000, in quanto rappresenta il contributo di urbanizzazione versato ­ in natura anziché in denaro ­ dal cedente nell’ambito di un rapporto di natura tributaria intercorrente con il medesimo ente. Con questa conclusione – contenuta nella risposta n. 92/2024 – l’Agenzia delle entrate ha accolto la tesi di una società che, nell’ambito di un progetto edificatorio su un’area oggetto di cambio di destinazione d’uso, si è impegnata a trasferire a titolo non oneroso la proprietà di un lotto sul quale è prevista la costruzione di un fabbricato da adibire ad uffici pubblici comunali.

Servizi aereoportuali con Iva

Servizi aereoportuali con Iva

I servizi a tariffa resi da un Comune proprietario di un complesso aeroportuale devono essere regolarmente assoggettati ad Iva in considerazione della contemporanea sussistenza del presupposto oggettivo e di quello soggettivo in capo all’ente, non essendo al contempo possibile invocare l’esimente basata sull’utilizzo di poteri propri della pubblica autorità, anche qualora l’attività principale svolta sia l’elisoccorso. La conclusione è tratta dalla risposta n. 79/2024 dell’Agenzia delle entrate e dimostra, ancora una volta, l’estrema difficoltà con la quale alcuni operatori approcciano, concettualmente, al delicato tema della soggettività passiva e, in modo particolare, con l’esclusione fondata sull’eventuale natura autoritativa del rapporto instaurato con la controparte contrattuale.

Affidamento dello stadio: senza Iva il “contributo” alla gestione

Affidamento dello stadio: senza Iva il “contributo” alla gestione

Il contributo erogato allo scopo di sostenere finanziariamente l’associazione sportiva affidataria dell’impianto calcistico comunale – altrimenti impossibilitata, in termini economici, a farsi carico della gestione – non deve essere assoggettato ad Iva in quanto non rappresenta il corrispettivo di alcun impegno specifico assunto in contropartita nei confronti dell’ente, non potendo infatti essere considerato tale l’obbligo di eseguire la manutenzione ordinaria della struttura e di rendere altri servizi comunque connaturati alla veste di concessionario di un bene pubblico. Con questa motivazione principale una CTR ha confermato la decisione di primo grado che aveva annullato un avviso di accertamento per mancata regolarizzazione dell’operazione intercorsa con una ASD aggiudicataria di un bando per la concessione dello stadio cittadino sul presupposto, appunto errato, per cui quest’ultima avrebbe dovuto fatturare l’importo percepito a titolo dichiarato di sovvenzione.