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Benvenuti su Iva Enti Locali

Ivaentilocali è un sito internet fondato nell’ormai lontano 2000 interamente dedicato allo studio ed all’applicazione pratica dell’Iva nel mondo degli Enti Locali. Con oltre 1.500 articoli pubblicati in questo solo specifico ambito, Ivaentilocali rappresenta un mezzo unico di informazione ed aggiornamento per i responsabili della gestione del tributo. Qualunque sia il problema per un Ente Locale, su Ivaentilocali esiste la soluzione.
Ristrutturazioni immobiliari in aree portuali
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Ristrutturazioni immobiliari in aree portuali

Gli interventi di ristrutturazione e di ampliamento di un fabbricato, di proprietà di un ente non commerciale, ubicato all’interno di un’area portuale, ma non funzionale all’erogazione di servizi indispensabili ad assicurare il rapido spostamento delle merci o dei mezzi di trasporto, non possono beneficiare del regime di non imponibilità previsto dall’articolo 9 del D.P.R. 633/72, pur essendo comunque agevolabili agli effetti dell’applicazione dell’aliquota ridotta prevista dal numero 127-quaterdecies della Tabella A, parte III, allegata al medesimo decreto. E’ questa l’estrema sintesi del parere fornito dall’Agenzia delle entrate – attraverso la risposta n. 390/2020 – ad un ente di ricerca che ha rappresentato di dover effettuare consistenti opere di recupero di un immobile, situato all’interno di un porto, allo scopo di realizzare una sede idonea allo svolgimento delle proprie attività istituzionali.

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Recupero facilitato per lo split duplicato
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Recupero facilitato per lo split duplicato

Il Comune che duplichi, per mero errore, il versamento dell’Iva secondo le regole previste per l’applicazione del regime di split payment alle attività cosiddette “istituzionali” può recuperare l’importo versato all’erario in eccesso con modalità semplificate, in luogo dalla presentazione di un’istanza di rimborso, ossia a mezzo scomputo. L’indicazione proviene dall’Agenzia delle entrate, per effetto della risposta n. 378/2020. Rimangono però ancora irrisolte le situazioni patologiche più diffuse, dal lato pratico, nel mondo degli enti locali, vale a dire i casi di inversione tra i due metodi di assolvimento della scissione: effettuazione dello split istituzionale a fronte di fatture d’acquisto in realtà riferite ad un’attività commerciale, e viceversa.

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Il finanziamento dei progetti europei
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Il finanziamento dei progetti europei

Le movimentazioni di denaro conseguenti alla partecipazione a progetti europei richiedono un’attenta analisi dei rapporti giuridici intercorrenti tra i soggetti coinvolti e possono avere conseguenze diverse, in ambito Iva, a seconda della concreta declinazione, caso per caso, del criterio di rilevanza che la giurisprudenza della Corte UE ha elaborato, definendo il carattere corrispettivo di un’operazione in termini di nesso diretto tra le reciproche obbligazioni delle parti, senza che assuma alcuna importanza il fatto che le somme erogate possano costituire il mero rimborso delle spese sostenute dal beneficiario.

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Appalti comunali e controllo ritenute: niente esenzione totale
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Appalti comunali e controllo ritenute: niente esenzione totale

L’articolo 17-bis del D. Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 – il quale prevede l’obbligo, da parte dei committenti pubblici e privati, di procedere al riscontro del puntuale pagamento delle ritenute effettuate dalle controparti contrattuali nei confronti dei propri dipendenti – si applica anche agli enti territoriali, per ragioni logico-sistematiche, e richiede la verifica della natura commerciale dell’attività svolta, diversa da quella istituzionale, in base alle regole previste ai fini delle imposte dirette, a nulla valendo la natura, rilevante o meno ai fini dell’Iva, della medesima. La conclusione è contenuta nella risposta numero 313/2020, rivolta proprio ad un Comune, e merita di essere segnalata anche su questo sito – al di là della connessione meramente indiretta, ed in negativo, con la soggettività passiva delle pubbliche amministrazioni ai sensi del D.P.R. 633/72 – in quanto la presa di posizione assunta a livello centrale, oltre a complicare certamente l’adempimento in quanto tale, solleva un interrogativo enorme sulla fiscalità degli enti territoriali nell’ambito dell’imposizione diretta.

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L’Iva sui fabbricati non ultimati
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L’Iva sui fabbricati non ultimati

La cessione di un fabbricato non ancora ultimato non rientra nell’ambito applicativo delle norme di esenzione di cui ai numeri 8-bis) e 8-ter) dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72, in quanto si tratta di un bene che deve considerarsi ancora compreso all’interno del circuito produttivo, con la conseguenza che l’operazione sconta in ogni caso l’imposta ad aliquota ordinaria, ovviamente se posta in essere da un cedente che agisca in veste di soggetto passivo. Il principio – già espresso in alcuni precedenti di prassi – è stato ribadito nella risposta n. 241/2020, riferita alla vendita di un vecchio edificio rimasto incompiuto.

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Comuni senza taglio dell’Irap commerciale
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Comuni senza taglio dell’Irap commerciale

L’esclusione esplicita delle Pubbliche Amministrazioni dal novero dei beneficiari dell’abbuono del saldo Irap relativo al periodo di imposta 2019 e della prima rata d’acconto dell’anno in corso deve essere assunta in termini assoluti – ossia riferita a tali soggetti in quanto considerati come una particolare categoria di contribuenti – e quindi anche nel caso in cui l’ente pubblico determini l’imposta secondo le regole stabilite dall’articolo 5 del D. Lgs. 446/97 in forza dell’opzione concessa dal secondo comma dell’articolo 10 bis del medesimo decreto.

E’ questa la conclusione che sembra doversi ricavare dalla lettura del punto 1.1.1 della circolare 25/E del 20 agosto.

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