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Il mutuo dissenso “accorcia” la rettifica 

Il mutuo dissenso “accorcia” la rettifica 

La figura del mutuo dissenso non rientra tra le circostanze che legittimano l’emissione di una nota di variazione senza necessità di rispettare il limite temporale annuale previsto dall’articolo 26 del D.P.R. 633/72 e ciò in quanto essa costituisce un caso di ritrattazione bilaterale che è espressione dell’autonomia negoziale dei privati, i quali sono liberi di regolare gli effetti prodotti da un precedente accordo a prescindere dall’esistenza di eventuali fatti o circostanze sopravvenute impeditive o modificative dell’attuazione dell’originario regolamento di interessi. A stabilirlo è la Corte di Cassazione.

Prima casa Iva agevolata anche sugli acconti

Prima casa: Iva agevolata anche sugli acconti

Il Comune che, avendo costruito alloggi ad uso abitativo destinati alla rivendita, procede ad alienare un immobile ad un soggetto che dichiari di possedere i requisiti per beneficiare dell’aliquota solo nell’atto definitivo – e non anche all’interno del contratto preliminare d’acquisto – non può essere sanzionato per aver applicato un’imposta inferiore a quella dovuta al momento di ricevere il pagamento degli acconti. A sancire questo importante principio è stata la Corte di Cassazione attraverso la sentenza n. 9086/2024.

PNRR senza Iva gli aiuti di Stato

PNRR: senza Iva gli aiuti di Stato

La mancata applicazione dell’Iva alle erogazioni di denaro considerate come “aiuti di stato” – in linea con le indicazioni contenute nella circolare n. 34/2013 – non viene meno neppure qualora la contribuzione abbia luogo in natura e preveda l’interposizione di un soggetto attuatore, il quale presti servizi ai beneficiari finali ed ottenga, dietro rendicontazione, i finanziamenti necessari allo svolgimento della propria attività di interesse pubblico. E’ questa la sintesi estrema della risposta n. 131/2024, fornita ad un ente pubblico titolare di un programma nell’ambito di una missione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Asili e scuole senza “uso domestico”

Asili e scuole senza “uso domestico”

I servizi e le cessioni di apparecchiature e materiali relativi alla fornitura di energia termica, previste dal n. 122 della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 633/72, sono solo quelli “per uso domestico” e, quindi, non possono riguardare le scuole e gli asili, dal momento che la condizione per l’applicabilità dell’aliquota agevolata è che l’energia sia impiegata nell’ambito di un’abitazione, anche se di carattere collettivo, come caserme, case di riposo, carceri, e altri luoghi dotati del requisito della residenzialità della struttura nei confronti della quale è diretta la prestazione. A stabilire questo discutibile principio è l’ordinanza della Cassazione n. 14097 del 21 maggio 2024.

Alla cassa per l’Irap commerciale

Alla cassa per l’Irap commerciale

Anche se l’ipotesi per cui un Comune possa realizzare una base imponibile positiva ai fini Irap sia divenuta quantomeno improbabile, dopo l’introduzione del comma 4-octies all’interno dell’articolo 11 del D. Lgs. 446/97, è bene ricordare che la data entro la quale gli enti locali che applicano il metodo opzionale di calcolo cosiddetto “commerciale” devono effettuare il pagamento del saldo e del primo acconto è fissata al 1° luglio, con possibilità di differire l’adempimento di ulteriori trenta giorni, con aggravio dell’esborso dello 0,4%.

L’appalto ad edificare e le opere di urbanizzazione accessorie

L’appalto ad edificare e le opere di urbanizzazione accessorie

Il carattere accessorio o meno di una prestazione deve essere verificato con riferimento non già a colui che, in concreto e sul piano meramente materiale, ne costituisce il fruitore finale, ma esclusivamente alle parti contrattuali, di modo che le opere di urbanizzazione realizzate nell’ambito di un appalto per la realizzazione di un fabbricato “Tupini” non possono scontare l’aliquota del 4% per il mero fatto di risultare strettamente collegate alla costruzione di tale immobile, dovendosene piuttosto valutare l’eventuale autonoma utilità e indispensabilità rispetto alla realizzazione dell’opera principale, e ciò con riguardo esclusivo al negozio concluso tra la stazione appaltante e l’appaltatore. A esprimersi in questi termini è la Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 9087/2024.