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Acquisto di alloggi: alt dell’Agenzia alla detrazione

Acquisto di alloggi: alt dell’Agenzia alla detrazione

Nonostante l’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale favorevole al contribuente della Corte di Cassazione, l’approccio dell’Amministrazione finanziaria al divieto d’esercizio della detrazione dell’Iva assolta in caso di acquisto di immobile ad uso abitativo, previsto all’articolo 19 bis 1, continua ad essere rigorosamente letterale, sebbene ciò possa talvolta condurre a risultati palesemente incompatibili con una delle regole fondamentali di funzionamento del tributo. Ne è esempio, recentissimo, la risposta n. 60/2024, nella quale all’acquisizione di alcuni immobili residenziali ha fatto seguito l’utilizzo nell’ambito di un’attività comunale rilevante ai fini Iva, rappresentata dalla locazione in regime di imponibilità, a seguito di specifica opzione espressa nel contratto

La cessione di alloggi dalla sfera “istituzionale”

La cessione di alloggi dalla sfera “istituzionale”

La cessione di alloggi fatti costruire a suo tempo nell’ambito di politiche sociali ed utilizzati, sino al momento dell’alienazione, nell’ambito di un’attività che non può essere qualificata come commerciale, ai fini Iva, a causa della mancata integrazione dello status di soggetto passivo – carenza causata non tanto dalla finalità perseguita e/o dall’eventuale entità calmierata dei canoni, ma, bensì, dalla totale gratuità dell’utilizzo da parte di tutti gli occupanti – deve essere assoggettata al prelievo, nonostante tale pregressa irrilevanza agli effetti del tributo. E’ questa un’ulteriore indicazione che può essere ricavata da un’attenta lettura della risposta n. 70/2024.

Immobili: le conseguenze del godimento gratuito

Immobili: le conseguenze del godimento gratuito

L’Iva assolta sulle spese di costruzione di case popolari ed economiche, destinate ad essere assegnate in godimento gratuito, non può essere portata in detrazione, e ciò in ragione della mancata integrazione dello status di soggettivo passivo in capo al costruttore, mentre la successiva eventuale alienazione dei medesimi immobili, già concessi in uso con questa modalità, rientra nel campo di applicazione del tributo, nonostante tale carenza originaria. Il principio è tratto dalla risposta n. 70/2024 e, sebbene non riferito puntualmente ad un ente locale, fornisce indirettamente un contributo interpretativo importante ai fini dell’analisi del profilo fiscale di operazioni oggettivamente analoghe o similari realizzate da un Comune o da un ente da esso partecipato.

La locazione di alloggi sociali comunali è “commerciale”

La locazione di alloggi sociali comunali è “commerciale”

L’attività di locazione di alloggi sociali di proprietà comunale deve essere considerata rilevante ai fini Iva ogni qual volta venga resa attraverso una specifica organizzazione di mezzi e risorse funzionali per la gestione del compendio immobiliare – il che si verifica pressoché sempre, in ipotesi di housing sociale – a nulla valendo la circostanza per cui il relativo esercizio abbia luogo in forza di vincoli legali o contrattuali e dietro il versamento di canoni commisurati alle condizioni economiche disagiate degli inquilini. Con questa affermazione, contenuta nella risposta n. 60/2024, l’Agenzia delle entrate ha eliminato ogni possibile dubbio in ordine allo status fiscale di un Comune che disponga del proprio patrimonio immobiliare per scopi e finalità di carattere “sociale”, ma pur sempre a titolo oneroso.

L’Iva sui lavori alla linea telefonica

L’Iva sui lavori alla linea telefonica

I lavori alla linea telefonica appaltati da un Comune possono beneficiare dell’aliquota del 10% prevista dai numeri 127­quinquies) e 127­septies) della tabella A, parte terza, se l’interramento contempla la realizzazione di condutture adibite al passaggio di cavi ottici e al trasporto di dati per la rete generale, di cui all’articolo 16, comma 7­bis, del TUE, non essendo invece sufficiente il mero spostamento di cavedotti già esistenti, poiché inidoneo a costituire una realizzazione ex novo dell’opera di urbanizzazione. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle entrate e rappresenta la massima della risposta n. 61/2024.

Comunicazione periodica con soglia innalzata

Comunicazione periodica con soglia innalzata 

Il provvedimento n. 125654/2024 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha apportato alcune modifiche al contenuto informativo della comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva – la cosiddetta “Lipe”, di cui all’articolo 21-bis del D.L. 31 maggio 2010, n.78 – tra le quali figura anche l’aggiornamento della soglia prevista per il versamento minimo dell’imposta risultante dalle operazioni di calcolo mensili o trimestrali, resosi necessario a seguito dell’entrata in vigore delle disposizioni contenute nell’articolo 9 del D. Lgs. 8 gennaio 2024, n. 1. Infatti, quest’ultima disposizione ha stabilito che l’importo al di sotto del quale non è dovuto il pagamento è salito da 25,82 a 100 euro, con conseguente slittamento del corrispondente termine di adempimento.