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Opzione Irap e dipendenti non esclusivi

Opzione Irap e dipendenti non esclusivi

Gli enti locali che hanno optato per il calcolo dell’Irap col metodo alternativo ammesso dal secondo comma dell’articolo 10 bis del D. Lgs. 446/97, devono usare particolare cautela nell’utilizzare criteri di suddivisione dell’importo delle retribuzioni erogate ai dipendenti cosiddetti “promiscui – vale a dire impiegati, allo stesso tempo, in attività a carattere sia commerciale che istituzionale – diversi da quello esplicitamente considerato dalla normativa vigente, giacché quest’ultima prevede, almeno testualmente, un solo ed unico coefficiente applicabile al costo sostenuto per tali soggetti.

Reverse errato e pro-rata di detrazione

Reverse errato e pro-rata di detrazione

L’imposta versata ai sensi dell’articolo 60 del D.P.R. 633/72 al cedente o prestatore che, in anni precedenti, abbia emesso fatture con indicazione errata del meccanismo dell’inversione contabile – in luogo dell’addebito ordinario dell’imposta, ovvero del regime di scissione dei pagamenti – non può essere recuperata attraverso l’esercizio del diritto alla detrazione, ma deve essere chiesta a rimborso nel rispetto della disposizione recata all’articolo 30-ter, qualora il cessionario o committente soffra della limitazione rappresentata dall’applicazione del pro-rata. Il principio – che risulta certamente penalizzante sotto il profilo operativo, risolvendosi in una evidente complicazione per il soggetto passivo avente titolo per la restituzione del tributo non dovuto – è tratto dalla risposta n. 20/2024.

I servizi di bar e ristorazione nella sede comunale

I servizi di bar e ristorazione nella sede comunale

Il servizio di bar-tavola fredda effettuato presso la sede comunale dall’affidatario non può beneficiare dell’aliquota agevolata al 4% prevista per le mense aziendali e scolastiche in quanto privo delle caratteristiche oggettive previste dal n. 37 della Tabella A, Parte II, allegata al D.P.R. 633/72, mentre tale favore può essere invece riconosciuto all’erogazione di pasti caldi ai dipendenti, se organizzato con determinate modalità, in ogni caso diverse dall’utilizzo dei cosiddetti ticket restaurant. Sono queste le conclusioni che possono essere tratte dalla lettura della risposta n. 19/2024.

Mancata detrazione “salvata” dall’integrativa a favore

Mancata detrazione “salvata” dall’integrativa a favore

L’effettività del diritto alla detrazione ed il principio di neutralità dell’Iva sono, in ogni caso, garantiti dall’istituto della dichiarazione integrativa a favore, attraverso la quale, in linea generale, è possibile correggere errori od omissioni che hanno determinato l’indicazione di un maggiore imponibile, di un maggiore debito d’imposta o, appunto, di una minore eccedenza detraibile, purché ciò avvenga entro i termini previsti dall’articolo 57 del D.P.R. 633/72, ossia non oltre il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stato presentato il modello originario errato. E’ questa la conclusione cui è giunta la risposta n. 479/2023 dell’Agenzia delle entrate.

L’estensione delle aliquote ridotte nelle opere del PNRR

L’estensione delle aliquote ridotte nelle opere del PNRR

In un periodo come quello attuale, caratterizzato da una fervente attività di investimento in opere finanziate dal PNRR e di conseguente rendicontazione, possono assumere importanza particolare le regole vigenti, in materia di Iva, sull’applicazione di norme di favore – di regola rappresentate dall’assoggettamento dei corrispettivi dell’appalto ad aliquota ridotta al 10% – anche alle spese comunque “collegate” all’intervento complessivo, tra le quali spiccano, per frequenza, le prestazioni professionali, di progettazione e non solo.

Incarichi a “forfetari”: attenzione all’Iva

Incarichi a “forfetari”: attenzione all’Iva

Le modifiche al cosiddetto regime “forfetario” apportate dalla legge di bilancio 2023 devono essere tenute in debita considerazione anche dai Comuni che si avvalgono dell’opera o delle prestazioni rese da soggetti rientranti nel perimetro di tale agevolazione, atteso che, in assenza di opportune cautele assunte in fase di conferimento dell’appalto o dell’incarico, l’ente potrebbe vedere aumentato il costo della fornitura già in corso d’anno tramite una nota di debito di sola imposta che, verosimilmente, sfuggirà all’applicazione della scissione dei pagamenti a seguito dell’obbligo di operare la ritenuta nei riguardi del percettore.