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PNRR senza Iva gli aiuti di Stato

PNRR: senza Iva gli aiuti di Stato

La mancata applicazione dell’Iva alle erogazioni di denaro considerate come “aiuti di stato” – in linea con le indicazioni contenute nella circolare n. 34/2013 – non viene meno neppure qualora la contribuzione abbia luogo in natura e preveda l’interposizione di un soggetto attuatore, il quale presti servizi ai beneficiari finali ed ottenga, dietro rendicontazione, i finanziamenti necessari allo svolgimento della propria attività di interesse pubblico. E’ questa la sintesi estrema della risposta n. 131/2024, fornita ad un ente pubblico titolare di un programma nell’ambito di una missione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Asili e scuole senza “uso domestico”

Asili e scuole senza “uso domestico”

I servizi e le cessioni di apparecchiature e materiali relativi alla fornitura di energia termica, previste dal n. 122 della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 633/72, sono solo quelli “per uso domestico” e, quindi, non possono riguardare le scuole e gli asili, dal momento che la condizione per l’applicabilità dell’aliquota agevolata è che l’energia sia impiegata nell’ambito di un’abitazione, anche se di carattere collettivo, come caserme, case di riposo, carceri, e altri luoghi dotati del requisito della residenzialità della struttura nei confronti della quale è diretta la prestazione. A stabilire questo discutibile principio è l’ordinanza della Cassazione n. 14097 del 21 maggio 2024.

Alla cassa per l’Irap commerciale

Alla cassa per l’Irap commerciale

Anche se l’ipotesi per cui un Comune possa realizzare una base imponibile positiva ai fini Irap sia divenuta quantomeno improbabile, dopo l’introduzione del comma 4-octies all’interno dell’articolo 11 del D. Lgs. 446/97, è bene ricordare che la data entro la quale gli enti locali che applicano il metodo opzionale di calcolo cosiddetto “commerciale” devono effettuare il pagamento del saldo e del primo acconto è fissata al 1° luglio, con possibilità di differire l’adempimento di ulteriori trenta giorni, con aggravio dell’esborso dello 0,4%.

L’appalto ad edificare e le opere di urbanizzazione accessorie

L’appalto ad edificare e le opere di urbanizzazione accessorie

Il carattere accessorio o meno di una prestazione deve essere verificato con riferimento non già a colui che, in concreto e sul piano meramente materiale, ne costituisce il fruitore finale, ma esclusivamente alle parti contrattuali, di modo che le opere di urbanizzazione realizzate nell’ambito di un appalto per la realizzazione di un fabbricato “Tupini” non possono scontare l’aliquota del 4% per il mero fatto di risultare strettamente collegate alla costruzione di tale immobile, dovendosene piuttosto valutare l’eventuale autonoma utilità e indispensabilità rispetto alla realizzazione dell’opera principale, e ciò con riguardo esclusivo al negozio concluso tra la stazione appaltante e l’appaltatore. A esprimersi in questi termini è la Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 9087/2024.

Sfruttamento beni comunali: Iva anche sul canone ridotto

Sfruttamento beni comunali: Iva anche sul canone ridotto

Il delicato tema della soggettività passiva Iva di un ente locale che, nell’ambito dello sfruttamento di un proprio bene, percepisca canoni di ammontare ridotto dovrebbe essere deciso in base ad un precedente della Corte di Giustizia – rappresentato dalla sentenza nella causa C-263/15 – che appare molto più pertinente rispetto ad altre prese di posizione, assunte dal medesimo organo giudicante, che, sebbene più recenti e relative a prestazioni rese proprio da Comuni, risultano chiaramente influenzate da fattori molto particolari, al limite della patologia dell’abuso del diritto

Ultimi giorni per il ravvedimento “speciale”

Ultimi giorni per il ravvedimento “speciale” 

Il 31 maggio prossimo scade il termine per effettuare il cosiddetto “ravvedimento speciale” delle violazioni sostanziali introdotto dall’articolo 1, commi da 174 a 1783, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, con conseguente possibilità di rimuovere le violazioni sostanziali riguardanti le dichiarazioni validamente presentate relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022 e per i precedenti, seppur con alcune limitazioni che derivano dal coordinamento delle diverse norme che hanno disposto le varie proroghe ed estensioni succedutesi nel corso del 2023 e del 2024. A dirimere gli aspetti che restavano ancora controversi è stata la circolare n. 11/2024, del 15 maggio scorso, la cui esposizione deve essere opportunamente preceduta dalle regole valevoli “a regime”, le quali, è bene precisare, non sono destinate a mutare a seguito dell’attesa revisione del comparto sanzionatorio amministrativo.