La cessione di “certificati verdi” e l’Iva

Il trasferimento dei cosiddetti “certificati verdi” – intendendosi per tali i diritti rappresentativi di quote di emissioni di sostanze inquinanti, così come definiti dall’articolo 3 della direttiva 2003/87/CE del 13 ottobre 2003 – deve essere considerato come una prestazione di servizi generica, soggetta ad imposta ad aliquota ordinaria, a nulla rilevando il fatto che l’operazione possa presentare, per l’acquirente, un carattere accessorio alla propria attività di produzione e/o distribuzione di energia. La precisazione proviene dalla Corte di Cassazione, a seguito del deposito della sentenza n. 25492 del 10 ottobre scorso.

Le “bollette-fattura” e la fatturazione elettronica

I Comuni che, ancora oggi, gestiscono l’acquedotto in forma diretta e che fanno uso delle disposizioni speciali contenute nel D.M. 370/2000 – in particolare emettendo le cosiddette “bollette-fattura” in luogo delle fatture ordinarie – sono ancora in attesa di un chiarimento ufficiale in merito all’obbligo o meno di adozione della fatturazione elettronica, con la speranza di ottenere, se non l’esclusione da tale adempimento, quantomeno una remissione nei termini o, in alternativa, una sostanziale “sanatoria” per il pregresso, sotto forma di disapplicazione di ogni sanzione, e ciò in ragione dell’esistenza di obiettive condizioni di incertezza .

Il bike sharing comunale senza certificazione

Nonostante il bike sharing non possa in alcun modo rientrare nella definizione di “servizio elettronico” prevista dal regolamento 15 marzo 2011, n. 282/2011, la gestione diretta di tale attività, da parte di un Comune, che avvenga anche attraverso l’utilizzo di apposite applicazioni per smartphone e tablet che consentono il pagamento con carte di credito o altri strumenti similari, non richiede alcuna certificazione ai fini fiscali, salvo che il cliente non richieda l’emissione della fattura, essendo al più necessaria – ma solo in futuro, ossia nel momento in cui il Mef revocherà l’esonero attualmente riconosciuto dal provvedimento del 10 maggio 2019 – la comunicazione telematica dei corrispettivi.

La fattura duplicata deve essere stornata

La trasmissione al sistema di interscambio di un file riferito ad un’operazione per la quale, in precedenza, era stata già emessa una regolare fattura – file non intercettato dal sistema stesso – comporta la necessità di procedere ad una nota di variazione a storno, non essendo invece possibile risolvere il problema attraverso l’adozione di comportamenti di fatto tesi a non considerare, in sede di liquidazione periodica, l’imposta duplicata. L’indicazione proviene dall’Agenzia delle Entrate, attraverso la risposta n. 395/2019.

L’appalto dei servizi di alloggio

L’appalto delle prestazioni di vitto e di alloggio rese in favore di studenti dell’obbligo che frequentano scuole ed istituti comunali o provinciali può beneficiare del regime di esenzione – nonostante non vi sia coincidenza con il soggetto che eroga l’attività didattica – ma solo a condizione che tra i due “fornitori” di servizi alle famiglie degli alunni esista un nesso istituzionale tale da assicurare un legame finalizzato al conseguimento di obiettivi funzionalmente coordinati, non essendo per contro sufficiente un mero rapporto convenzionale. Il concetto è espresso nella risposta dell’Agenzia n. 251 pubblicata nel mese di luglio e non è del tutto nuovo, in quanto riprende alcuni precedenti di prassi e di giurisprudenza della Corte di Cassazione, oltre ad essere d’attualità, sul piano strettamente oggettivo, considerata la norma di interpretazione autentica contenuta all’articolo 2-bis del D.L. 50/2017, riferita al settore universitario.