L’annuale Iva “veloce” assorbe la quarta periodica

A partire da quest’anno, ed agli effetti delle modifiche apportate all’articolo 21-bis del D.L. 78/2010 dall’articolo 12-quater del D.L. 34/2019, la dichiarazione periodica relativa al quarto trimestre può essere omessa laddove il soggetto passivo presenti la dichiarazione annuale entro la fine del mese di febbraio, provvedendo altresì alla compilazione di un apposito quadro – denominato VP – il quale altro non è se non il modello stesso di comunicazione trimestrale dei dati delle liquidazioni. E’ questa la novità di maggior rilievo contenuta nella bozza del Modello Iva 2020 pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, unitamente all’introduzione di un nuovo ed ulteriore quadro (il VQ) destinato alla rappresentazione del credito derivante da eventuali versamenti di imposta effettuati, non spontaneamente, con riferimento ad annualità precedenti.

I corsi di insegnamento comunali

Sebbene l’epilogo interno della recente questione dell’assoggettamento ad Iva delle lezioni impartite per il conseguimento della patente automobilistica- originata dalla sentenza della Corte UE nella causa C-449/17, come noto sfavorevole al riconoscimento del beneficio dell’esenzione, proprio dell’insegnamento scolastico ed universitario, rispetto alle prestazioni rese dalle scuole guida – attenga alla sola fattispecie esaminata dai giudici dell’Unione, è ragionevole ritenere che le definizioni contenute nell’enunciato sovranazionale abbiano definitivamente pregiudicato la possibilità di agevolare i vari corsi di insegnamento organizzati dai Comuni, benché aventi natura oggettivamente didattica.

La trasmissione dei corrispettivi degli spettacoli comunali

I corrispettivi relativi alle attività spettacolistiche sono esclusi dall’obbligo di trasmissione telematica di cui all’articolo 2 del decreto legislativo n. 127 del 2015 – in quanto le informazioni relative ai titoli di accesso emessi mediante apparecchi misuratori fiscali ovvero tramite biglietterie automatizzate sono già oggetto di comunicazione all’anagrafe tributaria da parte della SIAE – ma tale esonero non riguarda le attività accessorie e, con ogni probabilità, neppure gli enti che beneficiano della certificazione semplificata, ossia manuale, prevista dall’articolo 8 del D.P.R. 544/1999. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle Entrate ed è il risultato della risposta n. 498/2019, la quale tuttavia non risolve il dubbio in caso di impiego alternativo della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale manuale o prestampato a tagli fissi di cui al D.M. 30 marzo 1992, debitamente integrato con le indicazioni di cui al terzo comma dell’articolo 74-quater del D.P.R. 633/72.

Decorrenza del rimborso e conoscenza dell’errore

La sopravvenuta conoscenza, successiva all’emissione di una fattura con addebito d’imposta, di una circostanza che legittima l’applicazione del regime di esenzione o di non imponibilità non costituisce il dies a quo per il calcolo del termine biennale di decadenza dal diritto di ottenere il rimborso dell’Iva addebitata erroneamente, dovendosi fare riferimento, in casi del genere, solo ed esclusivamente al momento in cui è stato effettuato il versamento indebito. Il principio, peraltro conforme alla lettera della norma di riferimento, è espresso nella risposta n. 498/2019.

Comuni alla cassa per l’anticipo Iva

Il giorno 27 del corrente mese giunge a scadenza, come sempre accade alla chiusura di ogni esercizio, il termine per il pagamento dell’acconto Iva dovuto per il mese di dicembre o dell’ultimo trimestre dell’anno quantificato in base a tre differenti modalità di calcolo – alternative tra di loro – e caratterizzato dall’ormai assodata “interferenza” del meccanismo dello split payment nella determinazione dell’importo da versare, a prescindere dal metodo scelto per gestire la scissione sulle fatture di acquisto relative alle attività commerciali.