Le fatture per i parcheggi comunali

Gli enti che gestiscono in regime di rilevanza Iva le aree e le strutture destinate al parcheggio di autoveicoli dietro pagamento di un corrispettivo – in aderenza alle chiare indicazioni provenienti dalla giurisprudenza della Corte UE in tema di applicazione concreta del concetto di “distorsione della concorrenza” e, non di meno, ai più recenti arresti della Corte di Cassazione sul medesimo argomento – devono procedere all’emissione, in formato elettronico, delle eventuali fatture richieste dagli utenti entro il termine per l’esercizio del diritto alla detrazione. Tale conclusione è ricavabile dalla risposta n. 454/2019 dell’Agenzia delle entrate, nonostante l’oggetto specifico attenga ad un’attività differente, ovvero quella di concessionario per la costruzione e l’esercizio di un’autostrada.

L’emissione tardiva della fattura

La trasmissione della fattura elettronica oltre il termine di dodici giorni dalla data apposta nel campo “data fattura” del file Xml inviato al sistema di interscambio comporta l’irrogazione di una sanzione anche qualora l’irregolarità non abbia comportato conseguenze sulla liquidazione periodica del tributo e ciò in quanto la violazione commessa è ritenuta tale da arrecare comunque pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e, quindi, non può essere considerata meramente formale. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle entrate, ad opera della risposta n. 528/2019 – peraltro confermata dalla successiva risposta n. 8/2020 – e certamente rispecchia e rispetta il dato letterale della norma di riferimento, sebbene si tratti di una conclusione che richiede di essere ulteriormente precisata.

I parcometri e la trasmissione dei corrispettivi

I dispositivi predisposti per il controllo della durata della sosta e per la riscossione dei relativi corrispettivi non devono essere attualmente in grado di effettuare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri – in quanto apparecchiature non qualificabili come “vending machine” – e neppure possono essere già predisposti per soddisfare tale esigenza nel momento in cui verrà meno l’esonero previsto dal DM 10 maggio 2019, posto che, ad oggi, non sono state ancora stabilite le regole e le caratteristiche tecniche che dovranno avere i futuri parcometri “parlanti” con l’Amministrazione finanziaria.

L’esterometro diventa trimestrale

La conversione del decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020 ha apportato un’importante novità in tema di cosiddetto “esterometro” – definizione con cui è meglio nota la comunicazione dei dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato – modificandone la tempistica di presentazione, da mensile a trimestrale, con potenziale effetto già a partire dall’ultimo trimestre del 2019.

I “contributi” al trasporto pubblico locale

Il trasferimento di risorse ad una società a totale partecipazione pubblica, a titolo di finanziamento dell’attività di Agenzia per la mobilità, previsto da una legge regionale non assume rilevanza ai fini dell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto – in quanto non costituisce il corrispettivo di specifiche obbligazioni assunte a fronte dell’erogazione – e neppure pone limiti alla detrazione sul versante degli acquisti. L’ennesimo chiarimento su questo dibattuto argomento è opera della risposta n. 490/2019, la quale presenta una particolarità, ossia quella di prendere posizione anche sul tema della detraibilità dell’imposta, sebbene in termini tali da sollevare più di un dubbio.