Decorrenza del rimborso e conoscenza dell’errore

La sopravvenuta conoscenza, successiva all’emissione di una fattura con addebito d’imposta, di una circostanza che legittima l’applicazione del regime di esenzione o di non imponibilità non costituisce il dies a quo per il calcolo del termine biennale di decadenza dal diritto di ottenere il rimborso dell’Iva addebitata erroneamente, dovendosi fare riferimento, in casi del genere, solo ed esclusivamente al momento in cui è stato effettuato il versamento indebito. Il principio, peraltro conforme alla lettera della norma di riferimento, è espresso nella risposta n. 498/2019.

Comuni alla cassa per l’anticipo Iva

Il giorno 27 del corrente mese giunge a scadenza, come sempre accade alla chiusura di ogni esercizio, il termine per il pagamento dell’acconto Iva dovuto per il mese di dicembre o dell’ultimo trimestre dell’anno quantificato in base a tre differenti modalità di calcolo – alternative tra di loro – e caratterizzato dall’ormai assodata “interferenza” del meccanismo dello split payment nella determinazione dell’importo da versare, a prescindere dal metodo scelto per gestire la scissione sulle fatture di acquisto relative alle attività commerciali.

Bollette-fatture elettroniche con Iva subito esigibile

I comuni che gestiscono il servizio idrico, ovvero altro genere di utilities, come ad esempio la fornitura di energia elettrica, possono continuare ad utilizzare le previsioni speciali del D.M. 370/2000 – ma emettendo le cosiddette “bollette-fattura” in formato elettronico, agli effetti delle disposizioni contenute nell’articolo 1 del D. Lgs. 5 agosto 2015, n. 127 – e devono versare l’imposta indicata nelle distinte annotate sul registro ex articolo 24 del D.P.R. 633/72 a prescindere dal pagamento da parte dell’utente. Con la risposta n. 476/2019 è finalmente giunto l’atteso chiarimento sull’applicabilità o meno del nuovo obbligo generalizzato di fatturazione elettronica anche agli enti locali che esercitano una delle attività per le quali è possibile fruire delle semplificazioni recate dal citato regolamento.

Il rimborso delle spese e l’Iva

Gli accordi economici che i comuni concludono con soggetti appartenenti, in senso ampio, al mondo dell’associazionismo e che prevedono il versamento di somme di denaro, a fronte di specifici impegni assunti da questi ultimi, non superiori ai costi sostenuti per rendere il servizio, non possono essere sottratti all’applicazione dell’Iva, per supposta carenza del requisito oggettivo, salvo casi particolari nei quali l’entità ridotta delle entrate determina l’attivazione di norme di esclusione, a carattere speciale e soggettivo, come accade nel caso delle organizzazioni di volontariato. L’occasione per analizzare questo aspetto particolare degli usuali rapporti intercorrenti tra gli enti locali, e la PA in generale, da un lato, e le associazioni, di vario genere e scopo, dall’altro, è fornita dalla risposta n. 445/2019.

Mercati comunali all’ingrosso e gestione di terzi

Lo sfruttamento economico “passivo” dei mercati all’ingrosso – realizzato attraverso la concessione a titolo oneroso, in favore di terzi, dell’utilizzo degli immobili, degli impianti e delle aree che lo costituiscono nel complesso, giuridicamente configurata nelle forme della costituzione del diritto di superficie – costituisce un’attività di gestione degli immobili comunali rilevante ai fini dell’Iva e, come tale, comporta l’applicazione del tributo alle somme dovute all’ente proprietario, anche a titolo di conguaglio per annualità pregresse. E’ questo il presupposto essenziale, anzi fondamentale, della presa di posizione assunta dall’Agenzia delle entrate nell’ambito della risposta n. 447/2019, avente ad oggetto un Comune alle prese con un’importante operazione di riqualificazione e ristrutturazione.