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Senza Iva gli aiuti comunitari

L’erogazione di fondi strutturali e di investimento europei costituisce una misura di aiuto o agevolazione diretta o indiretta per i beneficiari e, quindi, non configura la realizzazione di un’operazione rilevante ai fini dell’Iva, senza che tale condizione di irrilevanza impedisca, di per sé, il diritto alla detrazione sugli acquisti effettuati attraverso l’impiego delle sovvenzioni, a patto però che il destinatario eserciti almeno un’attività economica imponibile e che i beni ed i servizi finanziati siano ad essa inerenti, in tutto o in parte. L’affermazione che precede è la sintesi estrema della risposta n. 17/2020 dell’Agenzia delle Entrate su un tema che, recentemente, è stato oggetto di diverse istanze di interpello rivolte alla Direzione Centrale, ultima delle quali, in ordine di tempo, quella che aveva condotto alla pubblicazione della risposta n. 490/2019.

L’esclusione da Iva per le Odv

Il corrispettivo versato da un soggetto pubblico committente a fronte di servizi resi da organizzazioni di volontariato, costituite esclusivamente per fini di solidarietà, non deve essere assoggettato ad Iva – ai sensi e per gli effetti dell’articolo 8, comma 2, primo periodo della legge 11 agosto 1991, n. 266 – se la somma pagata, in aggiunta ad altre condizioni, costituisce un mero rimborso delle spese effettivamente sostenute dall’ente del terzo settore nello svolgimento della propria attività di interesse generale. La conclusione è tratta dalla risposta n. 58/2020 fornita ad un Ministero.

Case di cura e ricoveri: agevolato l’appalto per la costruzione

I corrispettivi previsti da un contratto di appalto per la costruzione di una struttura residenziale extra-ospedaliera – destinata ad ospitare ed assistere, sotto il profilo socio-sanitario e socio-assistenziale, persone disabili – sono assoggettabili ad aliquota del 10% ai sensi dei numeri 127-quinquies e 127-septies, della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 633/72, in quanto il riferimento oggettivo contenuto nell’articolo 1 della legge n. 659 del 1961 deve ritenersi tuttora valido, nonostante la norma di rinvio sia stata abrogata. Il chiarimento proviene dalla Direzione Centrale in risposta ad un’istanza di interpello.

Le sponsorizzazioni “estere”

Le sponsorizzazioni sono prestazioni rientranti nell’articolo 7-ter del D.P.R. 633/72 e quindi sono territorialmente rilevanti in Italia in base alla regola generale stabilita da tale norma – la quale, come noto, riguarda anche gli acquisti effettuati dagli enti locali al di fuori della sfera commerciale – con conseguente diversità di trattamento dell’operazione, ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, a seconda della natura, attiva o passiva, del rapporto che intercorre con il soggetto non residente. La conclusione è tratta dalla risposta n. 35/2020 riferita ad un’associazione tedesca partecipata da Comuni europei, qualificata come soggetto passivo Iva in Germania, che ha reso servizi a carattere pubblicitario nei confronti di committenti italiani.

Non punibile la compensazione senza modello F24

Le sanzioni penali associate all’indebita compensazione di crediti inesistenti o non spettanti non possono essere applicate qualora questa forma di estinzione dei debiti di natura tributaria e contributiva non venga realizzata attraverso la presentazione del modello F24, debitamente compilato, e ciò dal momento che si tratta dello strumento imposto dal legislatore per poter esercitare il diritto del contribuente, in difetto del quale non può dirsi sussistente una compensazione. Sembra essere questo il principio ricavabile dalla sentenza n. 44737/2019 della terza sezione penale della Corte di Cassazione, potenzialmente molto importante in quanto di per sé utile a contrastare la tesi secondo cui l’ipotesi delittuosa disciplinata dall’articolo 10-quater del D. Lgs. 74/2000 ricorrerebbe anche nel caso di utilizzo “verticale” del credito inesistente, ossia nell’ambito della medesima imposta.